
Michele Fadini Alessandro Faini Alessia Abrami Andrea Di Mieri e Matteo Peroni hanno lasciato un segno indelebile nella storia della sezione bresciana del Cai
Passo del Tonale (Brescia) – In un gesto di puro amore per la montagna, cinque ragazzi bresciani hanno restituito al suo splendore un bivacco, riconsegnandolo alla comunità tinto completamente di giallo, quasi a volerlo mettere in luce tra le rocce e i ghiacci adamellini dove qualcuno invece, in passato, aveva compiuto atti vandalici. Michele Fadini, Alessandro Faini, Alessia Abrami, Andrea Di Mieri e Matteo Peroni hanno trasportato tutto il necessario sulle loro schiene, negli zaini.
Ecco allora apparire, a oltre 3.000 metri di altezza, candele, coperte, pittura gialla, pennelli, rulli e un libro firme. Con loro i cinque giovani hanno portato, anche e soprattutto, una determinazione incrollabile a donare nuova vita al Bivacco Zanon Morelli del Cai di Brescia. Per quarantotto ore hanno lavorato senza sosta né stanchezza. Ogni rullo di colore, ogni oggetto sistemato, è stato un tassello di un progetto più grande: lasciare un segno tangibile del loro passaggio, qualcosa che resti nella storia della sezione. Un’impresa realizzata senza chiedere nulla in cambio, spinti solo dalla passione per quei luoghi e dalla volontà di servire la collettività.
E così il bivacco si è ritrovato con una veste nuova, tinto di uno splendido giallo che squarcia il grigio della roccia: un raggio di sole per chi cercherà riparo. Dentro un ordine impeccabile, una pulizia che parla di rispetto a chi verrà dopo. Questo intervento di manutenzione straordinaria, reso possibile dal Cai di Brescia grazie all’entusiasmo del gruppo Cai Juniores, al contributo del Cai Lombardia e alla collaborazione di Enel Green Power, è molto più di un semplice restauro. È una promessa.
Un invito a tutti i futuri frequentatori a preservare quel dono, a onorare quel lavoro spontaneo affinché non sia stato vano. Perché la montagna, in fondo, si tutela con i gesti. Nel recente passato molto spesso le montagne bresciane sono state prese di mira dai vandali, non ultimo il caso di un altro bivacco: il Tita Secchi a Cima Caldoline, 2.000 metri di altezza, dove lo scempio è stato totale: le pareti sono state insozzate da scritte rosse, gli arredi danneggiati e tutte le fotografie appese all’interno bruciate.