
Polizia a Malpensa
Malpensa (Varese), 7 luglio 2025 – Un cittadino cinese di 33 anni è stato arrestato lo scorso 3 luglio all'aeroporto di Malpensa, dove era appena arrivato, in esecuzione di un mandato delle autorità statunitensi in un'inchiesta dell'Fbi perché accusato, da quanto si è saputo, di far parte di un team di hacker che avrebbe effettuato operazioni di spionaggio, in particolare nel 2020 su vaccini anti-Covid in produzione all'Università del Texas.
Per l'uomo, difeso dall'avvocato Enrico Giarda, è fissata per domani udienza in Corte d'Appello a Milano nel procedimento sulla richiesta di estradizione degli Usa. Secondo la sua famiglia, il 33enne è semplicemente un tecnico di un'azienda informatica. Come riferito dalla moglie atterrata con lui in Italia, infatti, Xu Zewei, 33enne residente a Shanghai, è un tecnico di un'azienda informatica ed era arrivato in Italia per un periodo di vacanze. Il 4 luglio, la giudice Veronica Tallarida della quinta penale d'appello di Milano ha convalidato l'arresto e ha emesso la custodia cautelare in carcere (ora è detenuto a Busto Arsizio), dopo che il provvedimento degli Usa era stato eseguito il giorno prima, verso le 11, dalla Polizia a Malpensa.
Il 33enne era ricercato a livello internazionale su mandato d'arresto, emesso il 2 novembre 2023, dal Distretto meridionale del Texas del Tribunale distrettuale degli Usa. È accusato dagli Stati Uniti, come si legge negli atti, di frode telematica e furto di identità aggravato (pena massima 5 anni), associazione a delinquere finalizzata alla frode telematica (pena massima di 20 anni), accesso non autorizzato a computer protetti (pena massima 5 anni) e furto di identità aggravato (pena massima 2 anni).
Il gip
Come scrive la giudice di Milano che ha disposto la custodia in carcere, “il ministero dell'Interno ha comunicato che l'autorità statunitense ha emesso il provvedimento” sulla base di un'inchiesta dell'Fbi da cui “è emerso che Xu Zewei ha preso parte, insieme ad altri connazionali cittadini” cinesi ad una “associazione a delinquere finalizzata a rubare informazioni tramite l'accesso non autorizzato a computer, tra cui quelli di varie università e centri di ricerca scientifica, ubicati negli Stati Uniti e altrove”. E secondo l'Fbi, avrebbe agito in questa ”attività di intrusione informatica per conto di autorità appartenenti al governo cinese”. Al 33enne è stato anche sequestrato il telefono per trovare “dati utili all'accertamento dei fatti”.
Per il giudice sussiste un “concreto pericolo di fuga”, dato che l'uomo “era appena giunto in Italia” con un volo da Shanghai e “non risulta avere alcun radicamento in Italia”. Per domani mattina è fissata l'udienza solo per “'identificazione personale e l'eventuale consenso all'estradizione”. Poi, il procedimento proseguirà e potrebbe durare anche diverse settimane.
La moglie
Secondo la moglie, invece, Xu Zewei sarebbe estraneo alla vicenda. “Sia io che mio marito non siamo d'accordo con l'estradizione negli Stati Uniti, anche l'aver ottenuto il visto di ingresso in Italia dovrebbe essere una conferma che noi non abbiamo commesso reati, quindi non riesco a capire il motivo dell'arresto di mio marito”, ha fatto mettere a verbale la donna sentita dalla Polizia postale poco dopo l'arresto del marito. “Mio marito - ha chiarito la donna - lavora come IT manager presso la Shanghai Gta Semi Conductor Ltd , sviluppa sistemi IT e infrastrutture di rete”.
L’avvocato: accuse fumose
"In attesa di comprendere meglio il contesto di questa vicenda, posso solo dire che appare abbastanza fumosa, fumosa così come le accuse". Lo ha spiegato l'avvocato Enrico Giarda, legale del 33enne. Domani mattina si terrà l'udienza a Milano nella quale, in pratica, ci si limiterà a prendere atto del no dell'arrestato alla richiesta di estradizione degli Stati Uniti. Poi, il procedimento andrà avanti per settimane con altre udienze.
L’incontro in carcere
Intanto, oggi il legale ha incontrato il suo assistito, che proclama la sua innocenza, nel carcere di Busto Arsizio. La difesa potrebbe già chiedere nei prossimi giorni che passi, intanto, dal carcere agli arresti domiciliari, in attesa della conclusione del procedimento sull'estradizione.
L’account di posta elettronica
Uno dei punti dell'indagine dell’Fbi riguarda un account di posta elettronica che, secondo gli investigatori, apparterrebbe al 33enne e nel quale sarebbero state trovate, come si legge negli atti, "comunicazioni tra Xu e i suoi complici riguardo a intrusioni informatiche e a come prendere di mira", mediante hackeraggi, "vittime e informazioni ben identificate". Nell'account sarebbero state trovate "immagini condivise da Xu" e dai presunti complici che riguardano "vittime" dei presunti spionaggi. Nell'account riferibile a Xu sarebbe stata trovata, ad esempio, "una lista di account che appartenevano a impiegati dell'Università di ricerca texana".