SARA BALDINI
Cronaca

West Nile, prima positività: "Il virus è stato trovato in un volatile selvatico"

L’Ats della Montagna ha comunicato l’esito dei test su una carcassa. E garantisce: al momento nessuna preoccupazione per la salute umana

L’esame che ha dato conferma al sospetto di West Nile Virus è stato eseguito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna Poi l’Ats ha avvertito i vari enti

L’esame che ha dato conferma al sospetto di West Nile Virus è stato eseguito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna Poi l’Ats ha avvertito i vari enti

Sondrio – Primi casi di positività al virus West Nile in uccelli selvatici nella provincia di Sondrio. A comunicarlo è l’Ats della Montagna in seguito all’esito dell’analisi effettuata sulla carcassa di un uccello selvatico presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna. Ed è sempre Ats, autorità competente per la sorveglianza sul territorio, che dopo aver provveduto a effettuare le segnalazioni previste agli enti preposti e alle strutture sanitarie locali, rassicura la popolazione confermando che "al momento la situazione non desta preoccupazioni per la salute umana".

Il West Nile ha origine virale e i “serbatoi“ sono gli uccelli selvatici e le zanzare – più frequentemente quelle del tipo Culex – le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Il periodo di incubazione, dal momento della puntura da parte della zanzara infetta, varia fra i due e i 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

L’Ats della Montagna raccomanda pertanto il rispetto di alcune semplici pratiche per tutelarsi dalle zanzare, quali evitare i ristagni idrici nei giardini e sui balconi rimuovendo oggetti e attrezzature come sottovasi, vasche, bidoni che possono costituire piccole raccolte temporanee di acqua. È opportuno inoltre utilizzare gli appositi repellenti cutanei.

L’invito per chi volesse conoscere ulteriori accorgimenti utili a proteggersi dai virus trasmessi dalle zanzare è di consultare l’apposita sezione del sito di Ats Montagna: www.ats-montagna.it/servizi-2/cittadini-2/prevenzione-e-salute/malattie-infettive/arbovirosi-2/. In Lombardia alla data dell’11 agosto sono stati confermati dodici casi di infezione tra i cittadini. Di questi nove sono autoctoni, ossia originati nel nostro territorio. Si è registrato anche un decesso: un Over 85 con preesistenti comorbidità, ossia compresenza di patologie. La Regione pubblica settimanalmente i bollettini relativi alla sorveglianza delle arbovirosi, incluso il virus West Nile, sul proprio sito ufficiale.