
Cosio Valtellino, l’incidente è avvenuto poco prima di mezzogiorno nel raviolificio Dei Cas. È ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Bergamo dove è stato trasportato con l’elisoccorso.
Andare al lavoro e non immaginare certo che, soltanto qualche ora più tardi, la vita, quella vita che è stato a un passo dal perdere, sarebbe cambiata per sempre. È quanto successo ieri poco prima di mezzogiorno al raviolificio Dei Cas di via don Guanella dove un dipendente, un 36enne di nazionalità straniera, è rimasto intrappolato con entrambi gli arti superiori in un’impastatrice. Che glieli ha praticamente dilaniati. Amputati. Tempestiva la richiesta dei soccorsi per il povero uomo che per il dolore aveva anche perso conoscenza. Ai vigili del fuoco è toccato il compito delicatissimo e complesso di disincastrare il lavoratore dal macchinario su cui era impegnato, ancora non è chiaro se per effettuare attività di manutenzione oppure di pulizia. Nel frattempo, la centrale operativa del 118 ha inviato un elicottero di Areu per il trasporto rapido in un centro specializzato, supportato da un’ambulanza di terra.
L’operaio è stato stabilizzato ed elitrasportato in condizioni disperate all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove si trova ricoverato in prognosi riservatissima. Impossibile parlare con i titolari di questa piccola, ma florida impresa a conduzione familiare specializzata in ravioli, pasta fresca e pizzoccheri particolarmente rinomati. Enorme lo choc per questo imprevedibile, drammatico incidente di fronte al quale, nella più totale impotenza, non hanno che potuto dare l’allarme e sperare nel più tempestivo degli interventi in grado di salvare il proprio dipendente. Sui dettagli di quanto sia accaduto vige il massimo riserbo. Sul posto i carabinieri di Morbegno e gli ispettori del servizio Psal (Prevenzione e Scurezza negli Ambienti di Lavoro) di Ats della Montagna chiamati a ricostruire la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità o carenze nelle misure di sicurezza. Fino a sera si sono protratti anche i sopralluoghi dei sostituti procuratori Giulia Alberti e Daniele Carli Ballola. Importanti per meglio comprendere che cosa sia successo saranno anche le testimonianze di chi ieri mattina si trovava nelle vicinanze di quell’impastatrice, per capire perché si sia messa in funzione oppure non si sia bloccata al contatto con gli arti dell’uomo.