Pavia, specializzande molestate: via al processo contro il primario del San Matteo

Il caso era emerso da un questionario anonimo sottoposto alle studentesse. Il professore respinge le accuse

Manifestazione 'Non una di meno' davanti al rettorato dell'Università di Pavia

Manifestazione 'Non una di meno' davanti al rettorato dell'Università di Pavia

Pavia – È iniziato a Pavia il processo a carico del primario del Policlinico San Matteo accusato di aver molestato undici specializzande. Oggi, martedì 25 giugno, si sono costituite parti civili sette persone offese su undici, tra cui l'unica che ha presentato formale denuncia.

Nell'udienza odierna sono state affrontate questioni preliminari tecniche relative ai capi d'imputazione, per le quali il gip Maria Cristina Lapi scioglierà la riserva a luglio. L'esame dell'imputato è previsto per novembre. Le indagini si sono incentrate soprattutto sulle testimonianze delle giovani donne (tra cui anche un medico strutturato), che hanno raccontato ai carabinieri di Pavia del clima che si respirava nel reparto durante le ore di didattica. Le presunte molestie erano emerse da un questionario anonimo sottoposto alle specializzande.

Il primario, che ha sempre respinto le accuse mosse contro di lui, è difeso dall'avvocato Maria Teresa Zampogna, legale pavese che fa parte del Foro di Milano, considerata tra i maggiori studiosi a livello nazionale dei reati del Codice Rosso ed è impegnata nel contrasto alla violenza di genere. La parte civile denunciante è difesa dall'avvocato Francesca Romana Garisto di Milano (consulente del centro antiviolenza Cadmi); le altre parti civili sono assistite dall'avvocato Francesco Castelli e dall'avvocato Francesca Vaccina