Urbanistica con voto di scambio a Seregno: resta la corruzione elettorale, ma è prescritta. Quasi tutti assolti

Le sentenze del Tribunale di Monza sui voti procurati dal costruttore Antonino Lugarà all'ex sindaco forzista Edoardo Mazza per velocizzare l'iter di una concessione edilizia

Antonio Lugarà, a destra, con Stefano Gatti

Antonio Lugarà, a destra, con Stefano Gatti

Seregno (Monza Brianza) - C'è stata corruzione elettorale ma non voto di scambio finalizzato ad ottenere una concessione edilizia. È la sentenza decisa dal Tribunale di Monza che ha trasformato l'accusa di corruzione urbanistica con voto di scambio in abuso d'ufficio (con assoluzione) e corruzione elettorale (prescritta) per l'ex sindaco forzista del Comune di Seregno Edoardo Mazza e per il costruttore Antonino Lugarà.

L'inchiesta della Procura di Monza nel 2017 ha portato al commissariamento della Giunta, tacciata di ingerenze mafiose poi non confermate. Al processo, durato 4 anni e mezzo, Lugarà era accusato di avere procurato a Mazza voti nelle elezioni del 2015 per velocizzare illecitamente l'iter del suo progetto edilizio. Lugarà è stato condannato a 4 anni e mezzo di reclusione per usura in relazione ad un prestito di 100mila euro ad un imprenditore, mentre sono state dichiarate prescritte un'accusa di corruzione nell'esercizio di una funzione per un appartamento dato in uso al capo dell'ufficio tecnico del Comune Calogero Grisafi morto suicida e per la ricettazione di un'anfora antica.

Condannato a 3 anni e 3 mesi per usura Angelo Bombara. Prescrizione per l'ex funzionario della Procura di Monza Giuseppe Carello, accusato di avere informato Lugarà su nomi di soggetti iscritti nel registro degli indagati. Tutti gli altri assolti.

I pm avevano chiesto 9 condanne e 4 assoluzioni. La pena più alta, 7 anni e 4 mesi di reclusione, per Antonino Lugarà; 5 anni per Mazza; 4 anni e mezzo per l'ex consigliere comunale Stefano Gatti, considerato il "cavallo di Troia" di Lugarà nell'amministrazione comunale per tenere il costruttore al corrente del procedere dei suoi affari. Sei anni e mezzo sono stati chiesti per concorso in usura con Lugarà per l'ex assessore regionale e golden boy del Pdl in Brianza Massimo Ponzoni (già condannato per corruzione e bancarotta fraudolenta) perché avrebbe fatto da intermediario al costruttore per il prestito.

Quattro anni per l'ex dirigente dell'ufficio esecuzioni del Tribunale di Monza Vincenzo Corso che avrebbe favorito, su richiesta di Lugarà, il rinvio di un procedimento di sfratto a carico di Ponzoni. Tre anni la pena chiesta invece per l'ex funzionario della Procura di Monza Giuseppe Carello, mentre 1 anno e 4 mesi ciascuno per abuso d'ufficio per i funzionari comunali Franco Greco e Mauro Facchinetti e l'assoluzione dalla stessa accusa, con formula piena per lo storico sindaco poi diventato vice Giacinto Mariani e perché il fatto è stato depenalizzato per i funzionari comunali Carlo Santambrogio, Antonella Cazorzi e Biagio Milione. Niente risarcimento dei danni per il Comune di Seregno, che si è costituito parte civile al processo chiedendo una provvisionale immediata di 112mila euro per i danni morali all'immagine e per quelli patrimoniali per i mancati introiti di oneri di urbanizzazione al Comune per un centinaio di migliaia di euro per i ritenuti favoritismi per la concessione edilizia sull'area della ex storica rimessa per autobus Dell'Orto in via Valassina per realizzare un supermercato. Le motivazioni della sentenza tra 90 giorni.