Rider, a Monza un hub per le soste con officina e toilette: “Promessa tradita”

I fattorini possono arrivare a prendere uno stipendio tra i 2mila e i 2.500 euro al mese per 8 ore di lavoro al giorno: dipende tutto dal punteggio

Un rider di Glovo

Un rider di Glovo

Monza –  C’è chi è assunto con contratto a ritenuta d’acconto (fino ai 5mila euro all’anno) e chi ha la partita Iva: i fattorini di Glovo possono arrivare a prendere uno stipendio tra i 2mila e i 2.500 euro al mese, per 8 ore di lavoro al giorno. A patto di riuscire a lavorare. Dipende tutto dal punteggio del singolo rider: "Per prenotare l’ordine di consegna – denuncia Carlo, rider di Monza e dintorni – ha la priorità di prenotazione l’élite di pochi rider con un punteggio molto alto, a fronte di una netta maggioranza a punteggio più basso".

"Da un anno e mezzo a questa parte c’è il punteggio da 0 a 5 per ogni rider, diventato molto penalizzante – rincalza Saverio, rider attivo soprattutto tra Monza e Seregno –. Per scendere di punteggio basta pochissimo, per risalire non si capisce come fare. Loro valorizzano soprattutto il numero di consegne, senza tenere conto di altri fattori. Ad esempio se uno fa consegne in bici tutte vicine l’una dall’altra, può farne tranquillamente quattro in un’ora. Se un altro invece ha consegne in motorino ma a distanze di 15 chilometri, magari in un’ora ne fa solo due. Ma questo non viene considerato".

"Ci sono società che pagano meno, ma se c’è da lavorare, ti metti online e subito puoi prendere l’ordine – conclude Saverio –. In altre situazioni, invece, non hai la garanzia di lavorare. Non puoi permetterti di stare a casa: o vai a lavorare o ti penalizzano. Basta pochissimo per scendere di punteggio: avere anche solo un piccolo incidente e fermarsi un giorno, o un danno al motorino. Se non hai un punteggio di almeno 4.3 su 5 non riesci a fare 8 ore al giorno".

«A rendere la classifica così chiusa sono coloro che non si fermano mai, nemmeno di fronte alla pioggia – conclude il rider –. C’è chi lavora dalle 7 del mattino a mezzanotte con ogni condizione, accettando di farlo anche per pochi euro a consegna". Infine Carlo fa un appunto al Comune di Monza: "Avevamo chiesto la “casa del rider“ per organizzare i nostri incontri di natura lavorativa. L’attuale Giunta l’aveva nel programma elettorale, ma non è stata ancora realizzata. Ci sarebbe necessaria, per ora ci tocca riunirci la domenica mattina al fast food di San Fruttuoso".