Maltrattamenti sulle Farfalle della ritmica, l’inchiesta penale verso la chiusura. La Procura: “Contesto delicato”

Sotto la lente i metodi della direttrice tecnica Emanuela Maccarani e dell’assistente Olga Tishina. Negata un’altra proroga per esaminare il contenuto dei telefonini

Emanuela Maccarani è stata ammonita dalla giustizia sportiva

Emanuela Maccarani è stata ammonita dalla giustizia sportiva

Monza – Si stringono i tempi per la Procura di Monza per decidere sui presunti maltrattamenti alle Farfalle della Nazionale della Ritmica. Dopo che la giustizia sportiva ha deciso per la sola ammonizione per Emanuela Maccarani, tornata nel suo ruolo di direttrice tecnica e dopo che il Tribunale di Monza ha negato ai magistrati monzesi la seconda proroga delle indagini per continuare ad esaminare il contenuto dei telefonini, va verso la chiusura l’inchiesta penale che vede indagate, oltre alla Maccarani, anche la sua assistente Olga Tishina.

Sotto la lente delle pm Cinzia Citterio e Manuela Massenz, coordinate dal procuratore della Repubblica Claudio Gittardi, l’accusa di avere adottato almeno fino al 2020 "metodi di allenamento non conformi ai doveri di correttezza e professionalità, ponendo in essere pressioni psicologiche e provocando in alcune ginnaste l’insorgere di disturbi alimentari e psicologici". La grossa difficoltà è stata visionare e valutare l’ampio contenuto di sette telefoni cellulari, quelli delle due indagate, di altre due collaboratrici dello staff e di tre atlete.

Inutile è stato per le indagate appellarsi alla difesa sulla privacy. Il Tribunale di Monza non ha accolto la richiesta di incidente probatorio presentata dalla difesa di Emanuela Maccarani, che chiedeva al giudice di poter scegliere con un proprio consulente tecnico, insieme a quello nominato dalla Procura, quale materiale estrarre dal proprio telefonino per essere visionato nelle indagini.

La risposta è stata negativa. I giudici del Riesame invece non hanno accolto il ricorso per il dissequestro dei telefoni cellulari fatto eseguire in tempi record per la seconda volta, dopo una prima bocciatura per carenza di motivazione da parte del Tribunale monzese. "L’indagine nasce in un contesto particolarmente delicato, sia per la gravità del reato ipotizzato che, secondo le dichiarazioni acquisite, potrebbe rivelarsi esteso ad un numero indeterminato di persone offese, tutte almeno inizialmente minorenni, lontane dalla famiglia di origine e affidate proprio ai presunti autori delle condotte maltrattanti", hanno motivato le pm monzesi che, però, intendono anche "valutare le dichiarazioni già rese", prima sui giornali che in Procura, "assicurandosi che non vi sia eccessiva enfatizzazione del generale contesto in cui le condotte descritte venivano poste in essere".

Pesanti le denunce presentate dalle ex Farfalle Nina Corradini e Anna Basta, che ha dichiarato di avere pensato anche il suicidio. Ma il reato di maltrattamenti prevede la volontà di sottoporre la vittima alle sofferenze, l’alternativa è l’abuso dei mezzi di disciplina.