
Il presidio di protesta dei lavoratori precari in servizio al tribunale di Monza Assunti con i fondi del Pnrr, i loro contratti scadranno tra un anno
Passa anche da Monza la rivendicazione sindacale contro il precariato che ha portato le lavoratrici e i lavoratori del ministero della Giustizia davanti ai Tribunali di tutta Italia. A un anno dalla scadenza dei contratti dei precari assunti con i fondi del Pnrr, e a soli 6 mesi dall’approvazione della prossima legge di bilancio nella quale il Governo dovrà definire le risorse destinate alla stabilizzazione, le sigle sindacali Fb Cgil, Usb Pi e Uil Pa chiedono con forza la stabilizzazione dei 12.000 dipendenti attualmente in servizio. Per il tribunale di Monza parliamo di circa 70 persone, assunte negli ultimi anni con contratto a tempo determinato grazie alle risorse del Pnrr, che hanno dato un apporto decisivo all’ammodernamento del sistema giustizia e alla riduzione dell’arretrato che rappresentava un serio problema causato da una carenza cronica di personale. "L’attuale precarietà contrattuale rappresenta un elemento di forte instabilità e un ostacolo alla piena valorizzazione delle professionalità coinvolte", dichiara Silvia Papini, segretaria della Funzione pubblica Cgil di Monza e Brianza. Che aggiunge: "Sollecitiamo le istituzioni competenti ad avviare un confronto immediato volto a individuare soluzioni concrete e tempestive per la trasformazione di tutti i contratti a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato". La carenza di organico del Ministero che, anche a causa dei numerosi pensionamenti, andrà sempre più aumentando non troverà infatti compensazione con la stabilizzazione, ipotizzata dal Governo, di soltanto la metà dei precari. "Una battaglia - spiega Silvia Papini - che coinvolge non solo le lavoratrici e i lavoratori esclusi dalla stabilizzazione, ma che è anche battaglia del personale a tempo indeterminato che sarà costretto a caricarsi del lavoro di chi non verrà stabilizzato o a formare nuovo personale assunto con successivi concorsi. Che senso ha quindi predisporre in futuro concorsi per selezionare nuove persone, quando abbiamo a disposizione migliaia di giovani che si sono già formati?". La giustizia monzese soffre da sempre di carenza di personale amministrativo e deve ricorrere a tirocinanti e persino volontari. "Il ministero della Giustizia – conclude la segretaria Fp Cgil in Brianza – è da anni in una situazione critica e sembra mancare la volontà di mettere in campo soluzioni per risolvere questi problemi".