Editoriale

Un’immagine degli interni del palazzo di giustizia di Milano
Girone dantesco, labirinto kafkiano, odissea giudiziaria: non c’è letteraria e abusata metafora che non evochi qualcosa di sinistro quando si descrive la vita dei tribunali. Una terra di confine, di un confine che è forse meglio non passare, anche se si è in cerca di giustizia. Specchio delle miserie umane al mutare dei tempi, un giorno al suo interno ne vale cento fuori per chi vuole capire la realtà. Qui il racconto di una mattinata tra le aule del palazzo di giustizia unite da lunghi e polverosi corridoi e da una sottile linea (bianca) che misura il dramma di chi la varca.