Monza, partono i lavori all’Autodromo: “Materiali di recupero e tecnologie avanzate per un circuito top”

Maurizio Crispino, progettista e direttore dei lavori: massima attenzione alla sostenibilità e all’utilizzo di tecniche all’avanguardia. Per rispettare le scadenze operativi giorno e notte

MONZA – Le prime due macchine fresatrici, allineate sul rettilineo di partenza della Formula 1, hanno iniziato a “rasare“ l’asfalto verso la Prima Variante. Nel giro di una decina di giorni tutti i 5.793 metri di pista saranno fresati. Poi inizierà la parte più imponente dei lavori assegnati a MCI Infrastructures Engineering di Milano, società di ingegneria specializzata in infrastrutture di trasporti, in particolare in pavimentazioni ad altissime prestazioni, dagli aeroporti (Linate, Malpensa, Venezia, Orio, Genova) ai circuiti (nel 2020 hanno riqualificato la pista di Misano dove corre la MotoGp). Anche Monza, per alcuni ritocchi su Varinti e rettifilo. Progettista e direttore dei lavori è l’ingegnere Maurizio Crispino, alla guida di MCI e professore di Infrastrutture dei trasporti al Politecnico di Milano.

I lavori sul rettilineo dell'Autodromo di Monza
I lavori sul rettilineo dell'Autodromo di Monza

Ingegnere, come procederanno i lavori?

"Cominceremo con le demolizioni. La fresatura, ovvero l’asportazione della pavimentazione in asfalto esistente, durerà una decina di giorni. In pista ci sarà la movimentazione di 22 bilici, ognuno farà 3 viaggi al giorno per “smaltire” tutto il materiale di scarto. Contemporaneamente avremo da demolire le strutture dei tre sottopassi che vanno ampliati (due corsie auto e un percorso pedonale separato e sopraelevato) fino a una larghezza di circa 8 metri e cominceremo a scavare per la costruzione del nuovo sottopasso. Per farlo dovremo tagliare la pista in corrispondenza dei sottopassi".

Questa operazione, in numeri, come si traduce?

"Lavoreremo su 78mila metri quadrati di superficie di pista di F1, i sottopassi avranno uno sviluppo lineare di 136 metri, mentre le rampe saranno lunghe 470 metri. Demoliremo circa 16mila metri cubi di pista, 6mila metri cubi di opere in calcestruzzo e scaveremo circa 100mila metri cubi per i sottopassi. Ma riusciremo a recuperare circa 16mila metri cubi soltanto da demolizioni e fresature, e parte della terra. Anche ciò che esce, materiale di cui non avremo bisogno,faremo in modo che venga riutilizzato".

E questo è l’aspetto di sostenibilità, una delle richieste “imposte“ da Aci...

"Esattamente. La pavimentazione dei box sarà rifatta, ma in calcestruzzo. A differenza della pista che sarà in asfalto. In ogni caso, per tutte le lavorazioni utilizzeremo delle tecniche particolari. Cerchiamo di unire l’esigenza di prestazioni con materiali il meno possibile vergini, altrimenti dovremmo andare ad aprire molte cave. Materiali di recupero. E a nostra disposizione ci saranno le tecnologie più avanzate per avere la stesa migliore che si può avere oggi".

Dovendo rifare la pista incontrerete anche tracce del passato.

"Andremo in profondità a circa 60-70 centimetri, lungo il rettilineo di partenza saranno eliminate le lastre del vecchio circuito datato 1922. Ne troveremo diverse di tracce del passato perché il circuito è stato oggetto di continue modifiche. Ci organizzeremo per riuscire a conservare qualche cimelio di pavimentazione".

A luglio arrivano gli ispettori della Fia per omologare il circuito rinnovato. Sarà una corsa contro il tempo?

"Sulla carta i giorni di lavoro sono 140 giorni, per essere pronti a inizio giugno. Sarnno impiegati circa 150 operai. Ma abbiamo la disponibilità dell’impresa a lavorare fino a tre turni, quindi 24 ore su 24, e sette giorni su sette. Perché l’obiettivo dei 140 giorni è un obiettivo da centrare".

A lavori finiti Monza cosa avrà più degli altri?

"Monza avrà sicuramente una pavimentazione, la più avanzata che esiste. Non solo dal punto di vista delle prestazioni, ma anche per la sua logica di mettere insieme anche l’aspetto ambientale. Questa è la grande sfida".