Monza, parte il restyling dell’autodromo: "Lavori da metà gennaio". Ma sul futuro del Gp regna l’incertezza

Oggi scade la presentazione dei progetti per i nuovi sottopassi e l’asfaltatura della pista Nel frattempo Aci sollecita il Consorzio Parco una “autorizzazione“ per andare a trattare con F1

Il presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani con il principe Alberto di Monaco nel paddock dell’autodromo di Monza

Il presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani con il principe Alberto di Monaco nel paddock dell’autodromo di Monza

Monza – “A metà gennaio partiranno i lavori". Il presidente Aci Angelo Sticchi Damiani è pronto a dare il primo colpo di ruspa per iniziare a ricostruire il futuro dell’autodromo di Monza. Così come lo vuole la Formula 1.

Oggi scade il termine per la presentazione delle offerte da parte delle imprese invitate a progettare non soltanto la riasfaltatura della pista, ma anche la costruzione di un nuovo sottopasso all’ingresso di Vedano e l’ampliamento di quelli esistenti. Un appalto da quasi 22 milioni di euro che sta gestendo Invitalia per conto dell’Automobile club d’Italia, gestore dell’autodromo di Monza attraverso la sua società Sias. Sono 14 le imprese invitate a inviare i loro progetti, ma "non sappiamo ancora quante lo faranno – mette le mani avanti Sticchi Damiani –. In ogni caso da domani (oggi, ndr) la commissione aggiudicatrice valuterà le offerte arrivate, serviranno un paio di settimane. Prima di Natale avremo il nome dell’impresa che si sarà aggiudicata i lavori, a gennaio consegneremo il cantiere per riuscire ad avviare i lavori il 15".

Poi le squadre di operai dovranno correre. L’intervento prevede una durata di cinque mesi, anche se "spero ci vengano chiesti dei premi di accelerazione in modo tale da comprimere la tempistica di un mese", auspica il presidente Aci. Senza accelerazione si arriverebbe a chiudere il cantiere a metà giugno, giusto in tempo per l’ispezione della Federazione. Ma "anticipare a metà maggio la conclusione dei lavori – la prospettiva di Sticchi Damiani – ci permetterebbe di gommare il nuovo asfalto e di prepararci “comodamente“ per il sopralluogo della Fia, all’inizio di luglio, in vista dell’omologazione". La macchina dei lavori ormai è pronta a uscire dai box.

Mentre sul fronte rinnovo del contratto con Liberty Media, i proprietari americani della Formula 1, "al momento siamo in attesa. Io la penna ce l’ho in mano e sarei pronto a firmare domani mattina – mette i puntini il presidente Aci –, ma prima è necessario sistemare i nostri rapporti con il Consorzio Parco e Villa Reale in base ai quali gestiamo l’autodromo. Il contratto di concessione scade nel 2028 e io non posso certo firmare un rinnovo con Formula 1 fino al 2030". Ha chiesto di poter "sottoscrivere singoli accordi con ognuno degli enti proprietari dell’area di Parco in cui è compreso l’autodromo, ovvero Comuni di Monza e Milano, Regione Lombardia e Soprintendenza", ma "siamo ancora in attesa".

L’ottimismo, comunque, non manca. E Sticchi Damiani ribadisce che "lavoriamo per la disputa in Italia di due Gran premi, a Monza e Imola. Mi piace sottolineare come Aci sia l’unico organizzatore al mondo a farlo e sono altresì convinto che siamo sulla strada buona perché tutti insieme - Governo, Regioni, Comuni e altri soggetti coinvolti - possiamo garantire il prolungamento, sino al 2030, dei contratti con la Formula 1". Sul tavolo della trattativa c’è un pacchetto all inclusive da 300 milioni di euro per avere le gare a Monza e Imola, in tandem, per altre cinque stagioni oltre il 2025. Ma la Formula 1 è un mondo che corre veloce e "non vorrei aspettare che qualcun altro possa arrivare prima di noi".

La concorrenza è numerosa e agguerrita per avere un posto nel calendario del Mondiale. Ecco perché "è necessario risolvere la questione del Consorzio al più presto", il pensiero fisso di Sticchi Damiani. Che, comunque, sta lavorando anche sul fronte Finanziaria per riuscire a ottenere maggiori risorse con cui proseguire l’ammodernamento dell’intero Tempio della Velocità. Al momento le risorse ci sono per i lavori in pista, i sottopassi e la sistemazione delle tre tribune provvisorie che hanno rischiato di essere abbattute per vecchi problemi autorizzativi. La Formula 1, però, chiede anche di innalzare di un piano la palazzina dei box in modo tale da ampliare la metratura da riservare all’esclusivo Paddock Club: "Dobbiamo fare in modo che la Formula 1 possa guadagnare di più con le hospitality riservate, in questo modo avremo dei benefici economici anche noi".