BARBARA CALDEROLA
Cronaca

La scuola si rifà il look. Una nuova mensa da 2,3 milioni all’istituto Manzoni

Sono iniziati i lavori nel complesso frequentato da 400 ragazzi. Refettorio più accessibile ed efficiente dal punto di vista energetico.

Il cantiere è finanziato per 1,8 milioni da fondi del Pnrr Il resto lo mette il Comune

Il cantiere è finanziato per 1,8 milioni da fondi del Pnrr Il resto lo mette il Comune

Sono partiti a Ornago i lavori per la nuova mensa con cucina all’istituto comprensivo Manzoni, cantiere finanziato dal Pnrr: 2,27 milioni il costo totale, dei quali 1,8 in arrivo dal Piano e il resto, 470mila euro, con mutuo acceso da Comune. Soldi necessari per togliere il refettorio dal seminterrato della primaria e realizzarlo fra medie ed elementari, frequentate da 400 ragazzi. "Un polo attrattivo, accanto c’è anche il centro sportivo – sottolinea l’amministrazione guidata da Daniel Siccardi –, un altro passo verso una scuola che cresce con la comunità". Vecchi spazi insufficienti per l’amministrazione "rispetto al numero di alunni che utilizzano il servizio". Da qui la decisione di mettere in cantiere la nuova soluzione "nel mezzo fra le due scuole, facilmente accessibile, efficiente dal punto di vista energetico". Attenzione anche alla logistica, la posizione strategica, direttamente sulla strada, per premettere "il rifornimento e la consegna delle derrate senza barriere, come invece è stato finora".

L’idea di fondo è quella di creare uno spazio polifunzionale, al servizio delle classi durante l’orario scolastico, ma di poterlo impiegare anche per organizzare eventi e attività oltre le lezioni, "l’edifico è stato progettato come uno spazio flessibile e polifunzionale". Un investimento, due obiettivi. La nuova sede cancellerà le difficoltà vissute finora dai ragazzi, "la scarsa capienza del refettorio infatti – spiega il Comune – impone l’organizzazione di quattro turni per consumare il pasto, allargato all’uso dell’auditorium delle medie". Non solo, pure la collocazione al piano “-1” senza ascensore ha creato problemi. A spingere la Giunta verso l’opera, anche la gestione difficile dei trasporti e dei trasferimenti dei pasti e dei materiali all’interno dell’istituto per assenza di montacarichi. Ostacoli che non riguardano solo le consegne, ma anche lo smaltimento rifiuti. Si erano aggiunte la necessità di una ristrutturazione dei bagni della mensa e di un adeguamento del centro cottura alle norme di prevenzione incendi. Costi su costi che si accumulavano, si è fatta così strada l’idea del nuovo progetto. L’edificio sorgerà nel giardino che separa i due istituti, oggi usato dagli alunni durante la ricreazione. Fine lavori nel primo scorcio 2026.