STEFANIA TOTARO
Cronaca

La Procura sul Far-West in centro a Seregno: “Giudizio immediato per la sparatoria di luglio”

Un’auto e un furgone si erano inseguiti in pieno giorno esplodendo 14 colpi. Un uomo era rimasto ferito, cinque le persone coinvolte sotto accusa

I rilievi sull'auto colpita nell'agguato a Seregno

I rilievi sull'auto colpita nell'agguato a Seregno

Seregno (Monza e Brianza), 6 ottobre 2023 –  Subito a processo i cinque coinvolti lo scorso luglio nel conflitto a fuoco tra due gruppi di calabresi pronti a uccidere, che non hanno esitato a sparare a raffica, almeno 14 colpi, ad altezza uomo. In pieno giorno.

Da veicoli in corsa, in mezzo a un traffico sostenuto. Vicino a case, negozi e un oratorio pieno di bambini. Lo chiede la Procura di Monza, che ha chiesto il giudizio immediato per i due fratelli di 28 e 48 anni, Cosimo e Giovanni Amato, residenti in Brianza, entrambi commercianti di materiali ferrosi. Ma anche dell’unico ferito nella sparatoria, il 56enne Mario Romeo e dei due figli di 32 e 29 anni, venditori di auto usate. Ora si attende di sapere se il gip del Tribunale di Monza accoglierà l’istanza della pubblica accusa, fissando la data del dibattimento. E se gli imputati di tentato omicidio sceglieranno un rito alternativo invece di ritrovarsi davanti a un collegio di giudici monzesi.

L’inchiesta dei carabinieri, coordinati dalla pm Sara Mantovani, è stata chiamata “Far West” proprio per la modalità violenta del fatto accaduto l’11 luglio scorso quando, alle 11.15, lungo via Wagner a Seregno, due gruppi armati a bordo di un furgone Iveco Daily 35 e una Fiat Punto si sono fronteggiati in un cruento scontro a fuoco che ha interessato 400 metri di strada urbana intensamente trafficata dove, con estrema ferocia e spregiudicatezza, hanno esploso almeno 14 colpi di pistola calibro 7.65 mm. Al termine dell’inseguimento il furgone Iveco Daily 35 era riuscito a dileguarsi mentre la Fiat Punto, colpita da vari proiettili e speronata, era andata a impattare sul marciapiede. Dei tre occupanti della Fiat Punto, i due fratelli di 29 e 32 anni erano rimasti illesi, mentre il padre 59enne aveva riportato ferite d’arma da fuoco nella parte bassa della schiena con due colpi che non sono andati a interessare organi vitali né a provocare emorragie interne. Accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale di Desio non in pericolo di vita, il 59enne era stato ricoverato e operato per estrarre le ogive dei proiettili, poi dimesso 5 giorni dopo.

I militari della Compagnia di Seregno e del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Monza hanno immediatamente identificato le due persone a bordo del furgone, i due fratelli Cosimo e Giovanni Amato (di cui uno con precedenti per reati contro il patrimonio e porto abusivo di armi). I due, nel pomeriggio del 13 luglio, sono stati arrestati in un’abitazione di Cesano Maderno con un fermo di polizia giudiziaria eseguito pochi attimi prima che potessero intraprendere la fuga con un’autovettura Mini ‘’pulita’’ che era stata portata loro da un parente già con il pieno di carburante. Una decina di giorni dopo il colpo di scena. L’analisi balistica effettuata dal Ris di Parma sulla pistola Star B. Echeverria Eibar España cal. 7.65 mm con matricola punzonata ritrovata a pochi metri dal termine della corsa della Fiat Punto ha fatto emergere che a sparare erano stati gli uomini sull’auto: incrociato il furgone, dopo aver esploso 7 colpi in sequenza senza andare a segno, si sono ritrovati a essere inseguiti e oggetto dell’azione di fuoco della parte avversa. Per Mario Romeo e i due figli è quindi scattato il fermo per tentato omicidio, porto illegale di arma da fuoco e sparatoria in luogo pubblico. I carabinieri li hanno rintracciati a Catanzaro e Laureana di Borrello (Reggio Calabria). Sono state eseguite anche 7 perquisizioni domiciliari in Calabria e nelle province di Monza e di Como.