GIULIANO MARIA GALIMBERTI
Cronaca

La Brianza del boom. Dalla Bianchina all’A112. A Desio sfila il mito dell’auto per tutti

Ieri il raduno per il settantesimo anniversario di fondazione del marchio. Una presenza che ha determinato a lungo la fortuna della città .

Ieri il raduno per il settantesimo anniversario di fondazione del marchio. Una presenza che ha determinato a lungo la fortuna della città .

Ieri il raduno per il settantesimo anniversario di fondazione del marchio. Una presenza che ha determinato a lungo la fortuna della città .

L’Autobianchi non è più in produzione ormai da una vita, ma ha qualcosa di speciale: un cuore che batte. Notevole l’entusiasmo nella giornata di ieri per il raduno organizzato in città dal Registro Storico Autobianchi in occasione del settantesimo anniversario di fondazione del celebre marchio automobilistico. Un tuffo nel passato per tanti, una possibilità per molti di riappropriarsi di qualcosa che è parte integrante della storia di Desio e che, tuttavia, le nuove generazioni non hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino. L’Autobianchi, di fatto, collocata alle spalle del municipio e con una vasta area produttiva che si estendeva fino all’attuale Eurotaverna, ha legato in modo indissolubile il suo nome a quello della città. Non è andata altrove, se non per un breve periodo durante la fase di dismissione dell’azienda: è stata desiana dall’inizio alla fine.

Lo sa bene anche Giampietro Tagliabue, che non ha voluto mancare a questo appuntamento storico. Lui all’Autobianchi ha lavorato davvero sulla prima linea. Dal 1962, ovvero pochi anni dopo l’apertura, fino alla chiusura del 1992. Con le sue mani ha contribuito a creare la Bianchina e altre vetture di successo e, ieri, ha voluto presentarsi a Desio per partecipare alla sfilata in città con la sua A112. Anche questa vettura la ricordano tutti: ha segnato un’epoca, è stata la piccola sportiva e grintosa che ha permesso di avvicinare tanti giovani in contrapposizione a modelli di successo di altre case automobilistiche. Oltre trent’anni trascorsi dalla chiusura dallo stabilimento cittadino, quello capace di “sfornare“ auto di successo. Pochi i modelli prodotti dalla Autobianchi nel corso della sua storia: sei in tutto, qualcuno diventato un must per gli italiani, altri passati in modo un po’ più anonimo. Ma, per motivi diversi, tutti modelli considerati comunque all’avanguardia visto che rappresentavano l’occasione per la Fiat di provare soluzioni che, prima o poi, avrebbe introdotto in casa. Dalla vettura decappottabile alla trazione anteriore.

È impossibile negarlo: Desio è cresciuta grazie all’Autobianchi. Proprio la presenza di una casa automobilistica così importante ha favorito l’insediamento di servizi importanti. Poi, si sa, uno tira l’altro: e così dopo i carabinieri e l’ospedale, ecco l’arrivo dell’Agenzia delle Entrate e il tribunale. Pezzi di storia che oggi si sono un po’ persi, ma ieri è stato ribadito l’affetto per la storica azienda automobilistica. Il ritrovo in piazza don Giussani, il corteo nelle vie principali della città. In tutte le strade per il pubblico tanta simpatia, emozione, un cuore che batteva forte per ciò che è stato il passato e la fortuna di Desio.