GIULIANO MARIA GALIMBERTI
Cronaca

Il Polo tecnologico diventato simbolo di una nuova epoca

Là dove c’era una grande azienda, ecco la nascita di un centro in grado di ospitare una grande quantità di...

Là dove c’era una grande azienda, ecco la nascita di un centro in grado di ospitare una grande quantità di...

Là dove c’era una grande azienda, ecco la nascita di un centro in grado di ospitare una grande quantità di...

Là dove c’era una grande azienda, ecco la nascita di un centro in grado di ospitare una grande quantità di imprese. Il Polo tecnologico Brianza, visto a distanza di anni, è un miracolo. Nasce sull’area in cui negli anni si era sviluppata l’Autobianchi. A differenza di altre località in Italia che sono balzate alle cronache per la presenza di aree produttive dismesse e abbandonate, qui c’è stato un grande esempio di rinascita. La chiusura dell’Autobianchi risale al 1992. Tredici anni più tardi, nel settembre 2005, l’inaugurazione del nuovo complesso. Un progetto talmente importante da richiamare per il taglio del nastro anche Roberto Formigoni, allora presidente della Regione. Il tutto si traduce in un piano di recupero presentato dai fratelli Addamiano e da altri imprenditori locali, capaci di guardare lontano. Per loro un corposo investimento da 46,7 miliardi di lire per rilevare i 253mila metri quadrati della ex Autobianchi e riconvertire l’area per ospitare nuove aziende. Già una settantina quelle presenti al momento dell’inaugurazione, negli anni il numero è cresciuto fino a diventare un centinaio. Aziende di ogni dimensione, tutte contraddistinte almeno nella parte iniziale da una caratteristica importante: la vocazione tecnologica e innovativa. Per tutti il Polo tecnologico Brianza è soprattutto il polo dell’eccellenza. Negli anni sono subentrate anche attività di ogni tipo, compresa la banca e l’ufficio postale. A fare un censimento del Ptb, tuttavia, si resta meravigliati soprattutto dalla capacità delle imprese che si sono insediate. Non sono tutte note ai cittadini o, meglio, non tutti sanno che hanno sede proprio in quel luogo. Molte di quelle aziende, però, sono leader nel loro settore di riferimento e in alcuni casi conosciute anche a livello internazionale. Il capolavoro, tuttavia, non è completo. La nascita del Polo Tecnologico Brianza fin dai momenti iniziali è accompagnata dalla volontà di realizzare una torre in grado di segnare il cambiamento di un’epoca. La rinascita dell’area.

La sorte della torre, tuttavia, non è stata pari a quella del Ptb. Al contrario è diventata un edificio incompiuto. Una torre di quasi 100 metri, 22 piani, mai completata. Purtroppo si nota in tutta la sua altezza e la sua imponenza, ma è solo lo scheletro. La società che doveva realizzarla, nata nel 2009, è stata posta in liquidazione nel 2013. La proprietà è stata rilevata nel 2022 da un’altra grossa impresa, che ha promesso un rilancio della struttura anche con una sua profonda rivisitazione: soprattutto un taglio, visto che si prevede la riduzione di sei piani. In cima, a 70 metri d’altezza, è annunciato il ristorante panoramico. Resta solo da capire quando accadrà.

G.G.