ALESSANDRO SALEMI
Cronaca

Il funerale delle polemiche. Il neofascista Cattaneo in Duomo ma il saluto romano fa infuriare

Nato e cresciuto in città era migrato all’estero dopo aver fondato Avanguardia Nazionale. Le sue ceneri salutate da un gruppo di camerati, la reazione dell’Anpi e dell’assessora Arianna Bettin.

Bandiere con la runa di Odal (simbolo usato da gruppi neofascisti) hanno accompagnato le esequie

Bandiere con la runa di Odal (simbolo usato da gruppi neofascisti) hanno accompagnato le esequie

Il sagrato del Duomo si è trasformato per pochi minuti nel teatro di un gesto che ha sollevato una pioggia di critiche: saluti romani, chiamate del "Presente", bandiere con la runa di Odal – simbolo usato da gruppi neofascisti – hanno accompagnato le esequie di Davide Cattaneo, ex militante di Avanguardia Nazionale, morto in Scozia dove era già stato celebrato un primo funerale.

La cerimonia religiosa, di natura privata, si è svolta all’interno del Duomo, ma quanto accaduto sul sagrato – dunque in piena piazza pubblica – ha suscitato indignazione da parte delle forze antifasciste e dei rappresentanti della sinistra cittadina. La scena, con simboli e gesti inequivocabili legati all’estrema destra neofascista, è stata vissuta come una provocazione inaccettabile, anche perché avvenuta proprio nel giorno dell’anniversario dell’eccidio dei 67 martiri di Fossoli (di cui 8 brianzoli), deportati e uccisi dai nazifascisti nel 1944. La presidenza dell’Anpi Monza si è espressa con fermezza. "La legge Scelba vieta e punisce l’apologia di fascismo e l’uso di gesti e simboli riconducibili al disciolto partito fascista - ricorda l’associazione -. Quello che si è consumato sul sagrato del Duomo è una violazione della memoria e delle leggi dello Stato. Quanto dovremmo tollerare ancora queste esibizioni senza l’intervento delle forze dell’ordine?". Il riferimento è agli articoli 4 e 5 della Legge Scelba, che sanzionano chiunque esalti pubblicamente il fascismo o riproduca gesti e simboli riconducibili a quel regime. A chiedere chiarezza e accertamenti è anche Francesco Racioppi, capogruppo di LabMonza in Consiglio comunale. "Il problema - sottolinea - non è il funerale in sé, ma l’esibizione di simboli neofascisti, come la bandiera di Avanguardia Nazionale, gruppo disciolto nel 1976, che peraltro fu tra i protagonisti nel tentato golpe Borghese. È grave che proprio in piazza Duomo, a poche centinaia di metri dalla commemorazione dei martiri di Fossoli, si sia potuto assistere a una scena del genere". Racioppi sottolinea come sia necessario fare chiarezza. "Occorre capire se e come siano intervenute le Forze dell’ordine", osserva. Poi volge lo sguardo al Consiglio comunale monzese, nella fattispecie ai consiglieri del centrodestra. "Mi auguro che prendano le distanze con chiarezza da quanto accaduto - dichiara -. Se davvero si rifanno alla moderazione del congresso di Fiuggi, come spesso dichiarano, ora è il momento di dimostrarlo. Se si grida allo scandalo per la presentazione di un libro al Foa Boccaccio, che non è un corso per abrogare la polizia, a maggior ragione si dovrebbe gridare allo scandalo per chi infrange apertamente le leggi dello Stato sotto il Duomo".

Sulla vicenda si esprime anche l’assessora alla Cultura Arianna Bettin, sempre di LabMonza: "Esprimo disgusto per quanto avvenuto davanti al nostro Duomo, luogo sacro e simbolo di incontro di popoli. Allo stesso modo è deprecabile la cerimonia del “presente“ eseguita alla luce del sole, approfittando di una funzione funebre. Un insulto a chi, monzese, ha versato il proprio sangue per liberarci dal regime fascista e dalla guerra". Bettin ribadisce la necessità di azioni concrete: "Avanguardia Nazionale fu movimento neofascista, sciolto per la, ahinoi, raramente applicata Legge Scelba. Mi auguro pertanto che le autorità competenti procedano tempestivamente con l’identificazione dei partecipanti coinvolti e che siano presi provvedimenti". Secca la replica degli amici partecipanti alle esequie: "Non c’è apologia di fascismo ad onorare un morto".