Monza, il tesoro della Formula 1: 300 milioni in dieci anni, ultimo rilancio per salvare il Gp

In scadenza l’accordo con l’organizzatore internazionale, il presidente Aci Sticchi Damiani cambia strategia: “Nella trattativa separiamo Gran Premio d’Italia e Imola”

Bagno di folla a Monza per il Gran Premio di Formula1

Angelo Sticchi Damiani, presidente Aci

Monza - Il Gran premio d’Italia a Monza è una macchina con un motore (economico) capace di scaricare a terra 473 milioni di euro: 143 di indotto diretto sul territorio, 80 di ricadute sul sistema produttivo nazionale, 50 di valore del brand e altri 200 di valore mediatico.

E "non possiamo permetterci di perderlo". Angelo Sticchi Damiani, presidente di Aci – il club che tramite la società Sias gestisce l’autodromo di Monza e organizza il Gp di Formula 1 – da mesi è in trattativa con Stefano Domenicali, il capo di Formula One Group. Sul tavolo, il rinnovo del contratto per continuare ad avere un posto nel calendario del Mondiale oltre la gara del 2025. Anche perché dalla fondazione della Formula 1, nel 1950, Monza è in assoluto il circuito che ha disputato più Gp nella storia: quest’anno taglierà il traguardo delle 95 edizioni. Ma la trattativa non è semplice. La posta in gioco è alta. Gli impegni da prendere sono economicamente importanti. E la concorrenza dei Paesi che vorrebbero entrare nel circus iridato è agguerrita.

Per questo il presidente Aci ha deciso di cambiare strategia, partendo da un punto fermo, che non ha mai tenuto nascosto: "Monza viene prima di tutto". E visto che il rinnovo non è cosa semplice né veloce, ha deciso che il futuro di Monza e Imola dovrà essere separato. Precedenza a Monza, nonostante un paio di mesi fa sul tavolo ci fosse un pacchetto all inclusive che prevedeva un rinnovo unico di 5 anni (fino al Gp del 2030 compreso) per Monza e Imola, con una base di partenza di 300 milioni di dollari, ovvero 30 milioni a gara. Quella proposta, adesso, resta negli specchietti retrovisori.

"Dobbiamo chiudere il più in fretta possibile per Monza, poi vediamo il resto", la linea di Sticchi Damiani. E "possibilmente dobbiamo cercare di portare a casa un rinnovo di 10 anni", come ha appena fatto Silverstone, altro circuito leggendario della Formula 1. "Da parte di Stefano Domenicali c’è la disponibilità", svela il numero uno dell’Aci. La cifra per 10 anni di Gp a Monza si aggira intorno a 300 milioni. Ma "per il 2025 saremo in grado di dare alla Formula 1 un signor Paddock Club che gli permetterà di vendere le hospitality a prezzi molto maggiori rispetto a oggi. E a quel punto avremo maggiori margini per migliorare le condizioni economiche dell’accordo". L’idea è di “alzare” di un piano i box con un tetto apribile su una terrazza alberata e dotato di pannelli fotovoltaici che, alla vista aerea, richiamano una bandiera a scacchi e che confermano l’attenzione alla sostenibilità del circuito. E ancora nuove tribune dotate di bar, ristoranti e anche eslusivi Sky Box. Senza dimenticare i lavori in corso che entro giugno consegneranno alla F1 un autodromo con un asfalto all’avanguardia e nuovi sottopassi in cui pedoni e mezzi non si incroceranno mai.

Un’operazione da poco più di 21 milioni di euro sostenuta da Regione Lombardia e dal governo: "Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini è al nostro fianco e determinato a portare a casa il risultato", conferma Sticchi Damiani. Ma per il rinnovo - soldi a parte - serve anche sbloccare la questione della concessione di gestione dell’autodromo che Aci ha con il Consorzio Parco e Villa di Monza e che scadrà nel 2028: "Non posso prendermi un impegno così importante con F1 senza avere la certezza di poter gestire il circuito almeno fino al 2040".