Monza, ecco l’autodromo del futuro: tribune come allo stadio, attico alberato sui box e un tetto di pannelli solari

Le prime immagini del progetto di Aci per competere con le più moderne piste di tutto il mondo. Il presidente Angelo Sticchi Damiani: "Migliorare il comfort e regalare esperienze esclusive"

Il rendering della nuova tribuna all'autodromo di Monza
Il rendering della nuova tribuna all'autodromo di Monza

Monza – La macchina dei lavori in pista ormai è partita. Ed è lanciata verso il traguardo da tagliare per l’inizio di giugno. Nuovo asfalto per il circuito della Formula 1 e allargamento dei sottopassi per dividere la marea dei tifosi dal traffico dei mezzi.

Ma all’autodromo serve altro. Formula 1 non è più soltanto una gara di motorsport. È business e spettacolo. Ecco perché Aci - che gestisce il Tempio della Velocità attraverso la sua società Sias - guarda già oltre la “curva“ di giugno. Ormai la pratica del cantiere da 21 milioni di euro è negli specchietti retrovisori. Adesso c’è un altro gran premio da correre. Quello per migliorare l’accoglienza degli oltre 300mila tifosi che nel fine settimana del Gp d’Italia arrivano a Monza da ogni angolo del pianeta. Un progetto già c’è. Lo studio di fattibilità ha già avuto il semaforo verde dalla conferenza dei servizi, ora serve tradurlo in progetto definitivo per il via libera definitivo.

“Un progetto ambizioso che avrà come scopo, nel giro di tre anni, quello di completare un restyling significativo, di fare in modo che il nostro impianto si allinei ai migliori circuiti di tutto il mondo, come qualità dell’offerta fornita, conservando il plus degli oltre cento anni di storia, patrimonio unico dell’autodromo di Monza", la prospettiva di Angelo Sticchi Damiani, presidente di Aci. Il suo disegno dell’autodromo del futuro vede la realizzazione di una copertura della palazzina box per ampliare l’area riservata all’esclusivo Paddock Club - il “salotto“ degli ospiti della Formula 1 e di Liberty Media - e dare così la possibilità alla stessa F1 di vendere a prezzi più alti le hospitality riservate. Una condizione che potrebbe aiutare Aci nella trattativa di rinnovo del contratto per altri 5 anni dal 2026 al 2030 che, al momento, parte da una base di 300 milioni, cifra che comprende anche altri 5 anni di F1 a Imola. “Alzare” di un piano i box con un tetto apribile su una terrazza alberata e dotato di pannelli fotovoltaici che, alla vista aerea, richiamano una bandiera a scacchi e che confermano l’attenzione alla sostenibilità del circuito.

Sono interventi che, una volta approvati, verrebbero realizzati tra il 2025 e il 2026, ma "prima è necessario effettuare opere di consolidamento strutturare della palazzina box che dovrà sopportare il peso del piano in più – precisa Sticchi Damiani –. Bisogna intervenire sui pilastri interni ai box e quindi è importante che questa operazione si possa fare ad autodromo chiuso". Fino a giugno il circuito è fermo per i lavori in pista e "vorremmo approfittare di questo periodo per portarci avanti. Non sarebbero sostenibili altri mesi senza attività sportiva oltre a quelli in cui ci troviamo". Ecco perché è vitale riuscire a chiudere la pratica delle autorizzazioni a stretto giro. Anche per rinnovare le vecchie tribune provvisorie in tubi Innocenti sostituendole con strutture più moderne e accoglienti, dotate di servizi igienici e punti ristoro.

Una svolta. Una prospettiva che rilancia il circuito in una dimensione nuova. Proprio come chiesto dalla Formula 1. E per lasciare in eredità al territorio e agli enti proprietari dei 200 ettari di Parco in gestione alla Sias (Regione Lombardia, ministero e Comuni di Monza e di Milano), un impianto capace di accogliere e “coccolare“ i tifosi. Anche con novità mutuate dal mondo del calcio: le future nuove tribute ipotizzate da Aci, infatti, saranno dotate di Sky Box, salottini unici ed esclusivi progettati per chi vuole vivere il Gran premio con il massimo della comodità e della riservatezza.