
Una delle ultime manifestazioni organizzate dal Foa Boccaccio
Monza, 11 luglio 2025 – Il Tribunale di Monza ha concesso 7 mesi di messa alla prova, senza risarcimento dei danni ma una lettera di scuse, ai tre componenti del centro sociale Foa Boccaccio imputati di occupazione e furto di corrente elettrica nell'ex rimessa dismessa di autobus in via Timavo in un processo in cui "la proprietà chiede 100mila euro di risarcimento dei danni per una presunta perdita di valore nella compravendita dell'area". La messa alla prova si ottiene una sola volta se non si hanno precedenti penali ed estingue i reati contestati con un programma di lavori socialmente utili.

"Vittime di repressione"
Ad annunciare il processo sono stati gli stessi antagonisti sui social. "Pensiamo che questo rappresenti un importante precedente giudiziario che vuole ridurre a mero atto criminale la nostra storia ventennale di autogestione, cultura e lotta sul territorio – sostengono –. Quell'area è stata attraversata e vissuta da centinaia di monzesi dal luglio 2021 all'agosto 2023 e in quei mesi si è attivata una meticolosa manovra repressiva che ha visto cooperare il personale Digos della Questura di Monza, la Giunta di centrosinistra di Pilotto e la proprietà dello spazio, "arrabbiata" perché l'occupazione avrebbe potuto interferire con il tentativo di vendere l'area e quindi portare a compimento l'ennesima speculazione edilizia".

Fotosegnalazioni
Sarebbe "grazie alle fotosegnalazioni di agosto 2022, durante le proiezioni serali del cineforum estivo" che sono stati identificati gli odierni imputati. "Rifiutiamo categoricamente la volontà di ricondurre alle condotte di singoli compagni la responsabilità di un percorso collettivo che da sempre vive della partecipazione diretta di centinaia di persone, tutte ugualmente "colpevoli" e fianco a fianco nel costruire un'alternativa concreta". Si torna in aula a metà maggio 2026 per verificare che gli imputati stiano seguendo il programma stabilito.