
Una delle manifestazioni contro la Teem e per chiedere la metropolitana
Luci e ombre della Tangenziale Esterna di Milano, a dieci anni dalla sua inaugurazione. "L’accordo di programma sulle metropolitane è stato disatteso, nel Sud-Est Milanese stiamo ancora aspettando il prolungamento della M3 da San Donato a Paullo. Intanto, in quest’area geografica il trasporto su gomma fa scontare più di una défaillance e i pendolari che si muovono in auto sono prigionieri degli eterni cantieri della Paullese. Un pugno nello stomaco. Siamo stanchi di essere considerati cittadini di serie b".
A due lustri dalla sua realizzazione, Massimo Gatti, ex sindaco di Paullo, traccia il bilancio degli accordi istituzionali relativi alla costruzione dell’A58-Teem, l’autostrada che avrebbe dovuto portare compensazioni e opere accessorie su tutti i territori attraversati, da Cerro al Lambro ad Agrate Brianza. Sono stati più di uno, a onor del vero, gli interventi che hanno visto la luce: le bretelle snellisci-traffico del Melegnanese, il centro sportivo di Cerro al Lambro e l’ampia rete di piste ciclabili spalmate su più comuni sono solo alcuni esempi. Tra gli aspetti di pregio c’è anche l’ex cava di prestito a Vizzolo Predabissi, un’area di 25 ettari che, dopo essere servita per alimentare di ghiaia e materiali inerti i cantieri dell’autostrada, è stata riconvertita ad oasi naturalistica ed è diventata un prezioso serbatoio di biodiversità. Altri progetti, al contrario, sono rimasti solo sulla carta. È il caso del prolungamento della M3 fino a Paullo, "un intervento inserito nell’accordo di programma del 5 novembre 2007. All’articolo 9, dedicato al protocollo del ferro, fra le opere a corredo della Teem si parlava anche del potenziamento della linea gialla verso Sud", entra nel dettaglio Gatti, che è stato attivista dei movimenti no-Teem e, ancor prima, esponente delle battaglie popolari per la messa in sicurezza della Paullese. "Nulla di fatto, il metrò è ancora nel libro dei sogni. Con buona pace del detto latino ‘pacta servanda sunt’, gli accordi si rispettano".
L’ultima ipotesi sul tavolo è quella di un (parziale) prolungamento dei treni sotterranei fino a Peschiera Borromeo, senza certezze, tuttavia, rispetto a tempi, modalità e canali di finanziamento. "Mentre ci si affanna a reperire le risorse per coprire gli extra-costi del metrò fino a Monza - è l’affondo di Gatti -, il territorio tra San Donato e Paullo continua ad essere privo di un trasporto pubblico su ferro. È inaccettabile. Intanto, sta scorrendo l’ennesima estate all’insegna dei cantieri della Paullese, coi lavori di riqualificazione tra Settala e Paullo. Chi rifonderà pendolari e cittadini dei disagi subìti per così lungo tempo?".