
Gullo* esame di stato 2025 sarà ricordato per un certo numero di studenti che hanno fatto scena muta all’esame orale, esibendo...
Gullo* esame di stato 2025 sarà ricordato per un certo numero di studenti che hanno fatto scena muta all’esame orale, esibendo una narcisistica protesta contro il sistema, i voti, i docenti (o i presidenti) ossessivi che pare abbiano osato porre delle domande e, orrore!, dare, durante la carriera scolastica, dei numeri che si chiamano - nel gergo inventato da un filosofo del Novecento, Giovanni Gentile, che era pure fascista - voti. Avevano già, questi studenti ottenuto il numero di crediti e di voti agli scritti per essere promossi (almeno 60) e non hanno rischiato nulla di letale. Aggiungiamo che, con la griglia patriziobianchesca ripresa da Valditara, il voto minimo all’orale è 2,5 e verifichiamo che hanno preso 62 o 63. Hanno fatto leva su una stortura, una falla logica del sistema per mettersi in bella mostra e passare alla storia. Sarebbe possibile fare scena muta a un esame universitario? No, perché esso è unico e sommativo del corso di studi e l’unico effetto sarebbe ritrovarsi il libretto in mano con stridore di denti. Con la maturità precedente sarebbe stato possibile? No, perché non esistevano i crediti e non si conoscevano i voti degli scritti. Occorreva sedersi davanti alla commissione, sudare nella canicola di luglio e cercare di convincere 6 sconosciuti più il membro interno di essere capaci di argomentare gli strumenti scolastici. Qualcuno, circa 25 anni fa ha pensato di inventare un meccanismo che “premiasse” la carriera scolastica e ha inventato i crediti, la pubblicazione degli esiti degli scritti and so on. Intanto, mi piacerebbe sapere perché si premia la carriera solo dell’ultimo triennio e non dei cinque anni e poi (mi) chiedo: quante volte, in 25 anni, questo sistema dei crediti è stato riformato, con il cambio dei pesi delle varie fasi? Se cambiare continuamente la legge vuol dire che non è una buona legge, the answer my friend è nella scena muta di uno studente di Belluno. A nessun esame si può arrivare con i numeri in tasca: aboliamo i crediti che non hanno senso, facciamo due prove scritte e un orale che valgano 100 punti (30/30/40) e pubblichiamo il voto finale, senza minacce di bocciatura a chi fa scena muta. Deve essere il sistema a funzionare, lasciamo stare le minacce.
* Preside dell’Istituto Varalli