Milano, aggressione in pieno centro: colpita alle spalle mentre citofona, buttata a terra e rapinata

Il raid in via Saffi, tra la stazione di Cadorna e piazza Conciliazione: la trentunenne ha perso i sensi

Milano, su aggressione e rapina indagano i carabinieri

Milano, su aggressione e rapina indagano i carabinieri

Milano, 12 febbraio 2024 – Forse il rapinatore l’ha pedinata e ha aspettato che si fermasse per entrare in azione. O forse l’ha vista davanti al portone di uno stabile e ha agito d’istinto, aggredendola alle spalle e scaraventandola a terra. Tutto in pochi secondi: la vittima, una trentunenne consulente finanziaria di origini toscane, si è ritrovata stesa sul marciapiedi e derubata della borsa.

Il raid è andato in scena sabato sera in via Saffi, tra la stazione ferroviaria di Cadorna e piazza Conciliazione. Stando a quanto riferito ai carabinieri, la donna era sotto casa di un amico e aveva appena suonato al citofono per farsi aprire. All’improvviso, qualcuno le ha stretto un braccio attorno al collo e l’ha spintonata, facendola rovinare a terra; poi è chinato su di lei e le ha strappato la borsa, che conteneva lo smartphone, i documenti d’identità e le chiavi di casa.

Lo choc ha fatto perdere immediatamente i sensi alla trentunenne, che è stata soccorsa da alcuni passanti. Per fortuna, la donna si è ripresa immediatamente: è stata medicata sul posto dai sanitari di Areu e non ha avuto bisogno del trasporto in pronto soccorso. La chiamata al 112 ha generato l’intervento dei militari del Nucleo Radiomobile, che hanno raccolto la testimonianza della donna e avviato le indagini poi affidate ai colleghi del Nucleo operativo della Compagnia Duomo. La trentunenne è stata colta di sorpresa e con ogni probabilità non è riuscita a vedere in faccia il rapinatore, che ha agito alle spalle.

L’uomo si è allontanato a piedi, ma resta da capire se abbia colpito da solo o se con lui ci fosse un complice a controllare l’eventuale presenza di testimoni nelle vicinanze. Gli accertamenti sono partiti dall’acquisizione dei filmati registrati in quei minuti dalle telecamere di videosorveglianza installate vicino al luogo in cui è avvenuto il blitz e nelle strade limitrofe, nella speranza che qualche occhio elettronico abbia ripreso l’arrivo o la fuga dell’aggressore.

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