Zakaria Atqaoui, assassino di Sofia Castelli: “Quando potrò voglio chiedere scusa”

Il delitto nel luglio scorso. Oggi il via al processo: il 23enne imputato è arrivato in aula fumando una sigaretta: da dietro le sbarre non ha mai abbassato gli occhi da Aurora, l’amica del cuore della sua vittima

Cologno Monzese, 19 gennaio 2024 - "Quando potrò voglio chiedere scusa". Lo ha detto al suo legale Zakaria Atqaoui, il 23enne imputato davanti alla Corte di Assise di Monza di avere ucciso la ex 20enne Sofia Castelli all'alba del 29 luglio scorso a coltellate nel sonno dopo essersi nascosto nell'armadio della camera della ragazza.

Sofia Castelli; a destra, il suo assassino, Zakaria Atqaoui
Sofia Castelli; a destra, il suo assassino, Zakaria Atqaoui

L'imputato, camicia bianca, giacca nera, capelli rasati e codino legato dietro la testa, si è fumato una sigaretta prima di arrivare in aula e lì, da dietro le sbarre della gabbia di sicurezza, ha continuato continuamente a guardare l'amica di Sofia, Aurora, che il 29 luglio dormiva nella stanza accanto a quella dell'omicidio dopo una nottata passata in discoteca. La ragazza, a sua volta parte civile al processo, era seduta in aula e piangeva.

"Ha fatto una cosa brutta, ma non è un sicario", sostiene invece l'avvocato Vainer Burani. Il difensore ha annunciato l'intenzione di chiedere che il giovane venga sottoposto ad una perizia psichiatrica. "Non risultano problemi psichiatrici ma il fatto così come trascritto negli atti del processo è abnorme, presuppone di valutare quelli che erano lo stato d'animo e la capacità di intendere e di volere, considerando anche la contestazione della premeditazione - ha dichiarato Burani - L'ho incontrato in carcere e l'ho trovato malissimo, è un ragazzo in una condizione psicologica difficilmente spiegabile".

L'avvocato attende di ottenere dal carcere dove il 23enne è detenuto la documentazione sullo stato mentale del giovane per formalizzare l'istanza di perizia. "Ci aspettavamo la richiesta di perizia psichiatrica della difesa, ma non è stata ancora formalizzata", ha detto l'avvocato di parte civile dei familiari di Sofia, Gabriele Maria Vitiello, aggiungendo che la famiglia Castelli, presente in aula, "ha vissuto questa mattina con lo stato d'animo di una vissuta tragedia, perché tale è".  

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