
Mirbazel Fatemehsadat durante un presidio Usb davanti a Palazzo Marino
La lunga battaglia sindacale ha dato i suoi frutti, perché nel prossimo cambio d’appalto verrà applicato il contratto Federculture, con condizioni migliori per i lavoratori delle biglietterie dei musei civici milanesi, dipendenti di società esterne a cui Palazzo Marino appalta il servizio. Tra i protagonisti Mirbazel Fatemehsadat, 41enne originaria dell’Iran, delegata dell’Usb che ha organizzato anche le proteste simboliche davanti al Museo del Novecento per portare alla luce la loro condizione.
Quando ha iniziato a lavorare nei musei civici?"Ho iniziato nel 2018, nelle biglietterie, ruotando in diverse strutture. All’epoca, grazie agli straordinari, si riusciva a prendere uno stipendio dignitoso. Anno dopo anno le condizioni sono peggiorate, e di pari passo è aumentato il costo della vita. Ci sono lavoratori che sono arrivati a prendere 4 euro netti l’ora, sempre inquadrati con il contratto Multiservizi e con orari part time. Un Ccnl, firmato da Cgil, Cisl e Uil, di solito impiegato per gli addetti alle pulizie. Noi, però, abbiamo mansioni totalmente diverse: dobbiamo conoscere le lingue, rapportarci con visitatori di tutto il mondo, avere specifiche competenze, maneggiare denaro".
Quando è arrivata la svolta?"Visto che non si muoveva nulla abbiamo organizzato scioperi e iniziative di protesta nei musei. Durante un incontro con l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi abbiamo ottenuto garanzie e il Ccnl Federculture è stato effettivamente applicato nel primo appalto in scadenza, quello delle biglietterie, che riguarda 14 persone. Oltre alle tutele, l’aumento salariale è di circa 300 euro in più al mese. Non basta ma almeno è un passo avanti. Ora chiediamo che Milano faccia lo stesso per tutti gli altri appalti dei musei, seguendo il modello virtuoso di Verona, e che valuti la nostra assunzione diretta perché rispetto ai dipendenti pubblici siamo di serie B".
Come riesce a vivere, a Milano, con il suo stipendio?"Non ho figli, sono in affitto e fortunatamente il padrone di casa in tutti questi anni non ha mai aumentato il canone, anzi lo ha ridotto. In questo sono stata fortunata. Il lavoro nei musei rende meno di mille euro al mese, e seguo dei progetti da libero professionista nel digital merketing che però non offrono un introito stabile. Riuscire ad arrivare alla fine del mese è molto difficile, si fanno i salti mortali. In alcuni periodi ho provato a lavorare 15 ore al giorno per sette giorni su sette, per portare a casa non certo stipendi stellari ma 1500 euro al mese. Con i nostri orari e i turni nel fine settimana, poi, è anche complicato riuscire a gestire un secondo lavoro fisso. Non chiediamo cose impossibili, ma condizioni di lavoro dignitose".
Il Comune aumenterà le tariffe dei musei civici. Dal vostro punto di vista è necessario questo adeguamento?"Il prezzo dei biglietti è molto basso, considerando quanto costa tutto il resto a Milano, e una buona fetta dei visitatori entra gratis perché ha qualche forma di agevolazione. È necessario che i musei generino maggiori incassi e che siano sostenibili economicamente. Gli introiti, però, non devono sparire nel nulla ma devono essere investiti per garantire condizioni dignitose ai lavoratori, che ogni giorno fanno funzionare questa macchina".
Andrea Gianni