MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Mi-Lapo, il viaggio di Marco Bressan: 444 chilometri in bici fino alla tomba del figlio

Pedalate di memorie e silenzi per raccogliere fondi a favore di altri bambini: “Lui era pieno di vita, il mio è un modo di affermare che l’amore può ancora generare qualcosa di bello”

Marco Bressan alla partenza da piazza duomo circondato di amici e familiari

Marco Bressan alla partenza da piazza duomo circondato di amici e familiari

Milano, 11 luglio 2025- Il viaggio inizia in piazza Duomo alle 8 in punto. È la Mi-Lapo, “pedalata solidale“ di Marco Bressan, papà del piccolo Lapo, morto lo scorso 3 novembre a causa di un tumore che ha spezzato la sua vita a 12 anni e così tutti i suoi sogni: il piccolo desiderava diventare uno chef e anche un musicista (a scuola, all’lstituto comprensivo Emilio Morosini e Beatrice di Savoia, stava imparando a suonare il flauto traverso).

Il papà insieme a tutti gli amici che vorranno aggiungersi strada facendo, percorrerà in bicicletta 444 chilometri in 4 giorni, da Milano fino al cimitero di San Vivaldo, in Toscana, dove riposano le ceneri del suo bambino. Per tutti Lapo era “il piccolo chef“ e le sue idee culinarie, apprezzate anche da chef stellati, sono diventate un libro con cento ricette che aiuteranno a sostenere cento giornate di assistenza pediatrica per altri bambini grazie all’associazione Vidas, che è stata a fianco di Lapo fino alla fine. Finora sono stati raccolti 15.500 euro.

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Marco Bressan

Papà Marco, ora, rilancia la raccolta fondi anche con la pedalata, donando tanti euro quanti saranno i chilometri percorsi. “Un viaggio nato da un sogno – spiega – che oggi prende forma grazie all’affetto e al sostegno di tante persone speciali. Per questa prima tappa (di 130 chilometri, fino a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza) indosso con emozione la maglia e il cappellino ufficiali della pedalata disegnati da Jacopo Castelli, che ha saputo cogliere e restituire l’anima di questo progetto e quella di Lapo. Ha creato dei simboli che lui avrebbe amato, che esprimono libertà, energia e dolcezza”.

Altro sostegno, “quello di SlopLine che quando ha saputo della Mi-Lapo mi ha contattato subito, proponendo di realizzare maglia e cappellino con cura e passione. Un gesto che non dimenticherò. Ringraziamento speciale poi a Parkpre Bicycles e a Vidas, l’associazione che ha sostenuto Lapo e tutta la sua famiglia nel momento più difficile, diventando parte di questa storia. Oggi è al mio fianco anche in questa pedalata. È con me, ogni chilometro, ogni pensiero, ogni battito”. “Sarà un viaggio fatto di strada, memoria e silenzi. Attraverserò la pianura con il cuore in sella, chilometro dopo chilometro, portando con me il ricordo di Lapo e un messaggio di amore concreto”.

Il suo Lapo aveva scritto tutte le sue ricette a mano che poi sono sfociate nel libro che tanto avrebbe voluto regalare ai suoi amici e che ora potrà aiutare altri bambini, grazie alle donazioni. “Ogni chilometro che pedalerò è un passo verso quel sogno”. Chi vuole può partecipare alla pedalata, scrivendo a Marco Bressan su Instagram, aggiungendosi anche solo per una porzione del tragitto, oppure partecipare con un contributo per il progetto Vidas (insieme.vidas.it/fundraisers/lapo-piccolo-chef). Oggi, seconda tappa della pedalata fino a Pontremoli. “Mi aspettano oltre 120 chilometri e quasi 1.700 m di dislivello. Partirò presto, con il cuore pieno e le gambe che sentiranno già il peso del primo giorno. Salirò con calma, contando i tornanti, lasciando che la fatica diventi memoria, che ogni pedalata racconti qualcosa. La Cisa sarà il mio punto di passaggio: tra la pianura e le montagne, tra ciò che è stato e ciò che sarà. Poi giù, verso la Lunigiana, tra boschi, borghi e silenzi che sanno accogliere. Fino a Pontremoli, tappa simbolica, dove finisce la salita ma non il viaggio. Ogni chilometro, un pensiero per Lapo”.

Domani, 12 luglio, la penultima tappa sarà Lucca: “Dai monti verso il mare. Dal verde intenso dell’entroterra alla brezza della costa tirrenica”. a più corta di tutte, ma so già che sarà la più impegnativa. Non per le gambe. Per la testa. Infine “il 13 luglio pedalerò verso San Vivaldo, dove riposa Lapo. Sarà l’ultima tappa, quella in cui tutti i chilometri fatti in quattro giorni si sommeranno. E lì, esattamente lì, quei chilometri diventeranno qualcosa in più: diventeranno euro, destinati a Vidas per garantire giornate di assistenza domiciliare pediatrica con l’équipe per piccoli pazienti. Un gesto concreto, che nasce da un dolore immenso ma che prova a trasformarsi in cura, in presenza, in sostegno per altri. So che sarà dura arrivare in cima senza lasciarmi travolgere. Ogni curva porterà con sé tanti ricordi, immagini, risate. Ma anche forza. Perché Lapo era così: pieno di vita, pieno di luce, pieno di coraggio. Questa non è una fine. È un modo per dire che l’amore può ancora generare qualcosa. Che la strada può continuare, anche quando la persona che ami non è più fisicamente al tuo fianco”.