REDAZIONE MILANO

Il Giorno e Vanity Fair. Fatti, costume, società: l’informazione moderna

L’opportunità: martedì il quotidiano in edicola regala il settimanale. Il panorama dalla cronaca locale agli eventi e personaggi internazionali.

Valeria Bruni Tedeschi oltre che attrice è regista e sceneggiatrice. Nel 2003 il suo debutto dietro la macchina da presa con “È più facile per un cammello...” le è valso il Premio Louis-Dellouc come miglior opera prima

Valeria Bruni Tedeschi oltre che attrice è regista e sceneggiatrice. Nel 2003 il suo debutto dietro la macchina da presa con “È più facile per un cammello...” le è valso il Premio Louis-Dellouc come miglior opera prima

Un’opportunità unica per conoscere i grandi fatti internazionali e i protagonisti della cronaca nazionale e delle nostre città, ma anche per puntare i riflettori su come sta cambiando il nostro modo di vivere, sull’evoluzione del costume e sui grandi personaggi di moda, attualità e spettacolo. È il senso dell’importante progetto di collaborazione tra il nostro giornale e il settimanale Vanity Fair. Ogni martedì, per tutto il 2025, con il quotidiano in regalo Vanity Fair. Un’occasione riservata ai lettori delle province di Lodi, Pavia, Cremona, Sondrio e Lecco che avranno così l’opportunità di sfogliare una delle riviste più iconiche del panorama editoriale internazionale, nata negli Stati Uniti e pubblicata dall’editore Condé Nast anche in diverse edizioni locali, tra cui quella italiana, lanciata nel 2003 e diretta dal 2018 da Simone Marchetti. Un progetto ambizioso che vede partner il nostro giornale, testata dal solido e storico radicamento territoriale e oggi in grado di rispondere alle più moderne sfide dell’informazione grazie alla capacità di saper integrare l’offerta della carta stampata con quella di Internet e del network digitale del nostro gruppo editoriale.

L’altro protagonista è appunto Vanity Fair, che si rivolge a un pubblico curioso e attento ai trend, prevalentemente femminile, ma non esclusivamente, che desidera rimanere informato sulle ultime novità del mondo dello spettacolo, dell’arte, della politica e del lifestyle. Il magazine si distingue per il suo approccio unico che sa dosare sapientemente attualità, cultura, moda e intrattenimento, con un focus particolare sulle personalità che segnano il nostro tempo, distinguendosi anche per il suo impegno su temi sociali.

Nel nuovo numero riflettori puntati su Valeria Bruni Tedeschi. A un certo punto - confessa - ha pensato che sarebbe stato giusto chiudere così, lasciare la recitazione dopo aver vestito i panni di Eleonora Duse, nel film “Duse” diretto da Pietro Marcello e in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. "Mi sembrava il ruolo della vita, quello definitivo", dice l’attrice seduta sul letto, una t-shirt con la scritta "amour" e i capelli spettinati con grazia. "Ovviamente, poi ho cambiato idea".

Sessant’anni compiuti da poco, nata a Torino e cresciuta in Francia – madre pianista, padre industriale, sorella Carla, ex première dame e top model – Valeria ha trasformato la propria biografia in materia narrativa. Nei film che ha diretto ha fatto entrare lutti, passioni e memorie familiari. Il suo debutto alla regia nel 2003 con “È più facile per un cammello... ” con il quale ha vinto il Premio Louis-Delluc come migliore opera prima. Nel 206 la sua opera seconda “Attrici” ha riscosso enorme successo di critica e pubblico, rafforzando la sua immagine di artista e interprete sempre sensibile e raffinata. Come attrice ha attraversato ruoli che hanno lasciato il segno, da “La seconda volta” di Mimmo Calopresti a “La pazza gioia” di Paolo Virzì, portando in dote quella sua cifra inconfondibile: fragilità e leggerezza, confessione e pudore.