
Il virologo milanese Fabrizio Pregliasco
Milano, 29 agosto 2025 – Dall’altra parte del mondo arrivano notizie preoccupanti su quello che potrebbe attenderci fra qualche settimana. Parliamo dell’influenza. L'Australia, dove attualmente è inverno, in queste ultime settimane sta facendo i conti con una delle stagioni influenzali più impegnative dell'ultimo decennio con un impatto rilevante sulla tenuta del sistema sanitario. Un fenomeno che, come spesso accade, potrebbe anticipare ciò che succederà nei prossimi mesi anche in Europa, Italia compresa. L'alta incidenza di casi influenzali nell'Emisfero Sud fa presagire, infatti, che nel prossimo inverno, anche in Italia, potremmo vivere una stagione influenzale particolarmente intensa che potrebbe essere persino più severa di quella appena trascorsa.
L’allarme del prof Pregliasco
A lanciare l’allarme è il professore Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene Generale e Applicata presso l'Università di Milano, Direttore scientifico di Osservatorio Virusrespiratori.it. "Anche se è ancora presto per fare delle previsioni precise in quanto molto dipenderà anche dall'andamento meteorologico, non possiamo permetterci di trascurare i segnali d'allarme e dobbiamo farci trovare pronti. L'influenza non è mai da sottovalutare: sebbene spesso venga percepita come una malattia stagionale fastidiosa ma tutto sommato gestibile, essa rappresenta un rilevante problema di salute pubblica, capace di determinare ogni anno migliaia di ricoveri e non poche complicanze gravi, soprattutto nei soggetti più vulnerabili".
Cosa dobbiamo aspettarci
I primi casi di influenza li aspettiamo per i primi di ottobre con la co-circolazione di vari virus influenzali insieme anche al virus respiratorio sinciziale ed al virus SarsCoV2. Come sta avvenendo in Australia, oltre al ceppo A H1N1, quest'anno circolerà anche il ceppo influenzale B Victoria, verso cui si registra una minore copertura e che potrebbe pertanto determinare un numero maggiore di contagi. Entrambi i ceppi influenzali sono comunque previsti nel vaccino antinfluenzale che secondo la circolare del Ministero della Salute sarà disponibile da ottobre. Secondo Pregliasco, comunque, è possibile ipotizzare “una stagione con un inizio abbastanza brusco da metà ottobre in poi, dipenderà anche dalle condizioni metereologiche, e con una intensa presenza di virus che coinvolgerà dal 15 al 25% della popolazione".
Cosa possiamo fare

Come si può cercare di arginare gli effetti dei vari virus stagionali? Soprattutto per i soggetti più fragili (bambini piccoli, anziani, donne in gravidanza, persone con patologie croniche) il consiglio è il solito: vaccinarsi. "Per fronteggiare uno scenario che si prospetta impegnativo, sarà fondamentale pianificare in modo adeguato le strategie di protezione vaccinale. La vaccinazione antinfluenzale è lo strumento più sicuro ed efficace per ridurre la circolazione del virus e soprattutto per limitare le conseguenze cliniche nei soggetti fragili. In questi casi, un'infezione influenzale può comportare rischi significativi per la salute, fino a determinare la necessità di ricovero in terapia intensiva. Per tali categorie, dato il leggero aumento dei casi Covid nelle ultime settimane, è consigliato approfittare della vaccinazione antinfluenzale per effettuare anche un richiamo vaccinale contro il Covid-19".