ROBERTA RAMPINI
Cronaca

Incidente a Garbagnate, l’investitore Bodgan Pasca urlava a Valentino: “Svegliati, dai che ce la fai”

Il racconto drammatico dei testimoni che sono corsi sul posto dell’incidente, in via Kennedy, dopo aver sentito il botto

Garbagnate Milanese (Milano) – "Quando sono arrivato sul posto c'era un lago di sangue, l'autista del furgone era a dorso nudo, in ginocchio, sorreggeva la testa del ragazzo, lo chiamava per nome come se lo conoscesse, urlava 'svegliati, svegliati, dai che ce la fai'. Era disperato, sotto choc. Poi sono arrivati i soccorsi e hanno provato a rianimarlo, almeno per 30 minuti e l'autista continuava a dire 'dai, dai che è vivo'. Solo dopo quajche ora abbiamo saputo che non ce l'aveva fatta".

Valentino Colia
Valentino Colia

È il racconto di Maurilio Toia, uno dei primi intervenuti in viale Kennedy sul luogo dell'incidente stradale dove, lunedì sera, ha perso la vita Valentino Serafino Colia, 15 anni, di Garbagnate Milanese. Erano le ventidue e trenta, l'uomo che vive in una delle villette a schiera davanti al luogo dell'investimento mortale, quando ha sentito il colpo è uscito di casa ed è andato a vedere cosa fosse successo.

Si è trovato davanti una scena terribile, che difficilmente dimenticherà. Lui come molte altri. "Io non conoscevo Valentino, ma suo fratello Luca, quando ho sentito il botto sono scesa in strada e ho visto i due ragazzi per terra, immobili", racconta una giovane. In pochi minuti in viale Kennedy sono arrivate tantissime persone. Molte anche le telefonate giunte alla centrale operativa del 112. "Valentino con i suoi amici erano spesso nella gelateria sotto i portici - racconta un residente - forse anche lunedì sera erano stati lì. Questo tratto di strada è pericoloso per pedoni e ciclisti. Dal botto che abbiamo sentito si capisce che l'autista del furgone andava veloce". La famiglia di Valentino, papà, mamma e un fratello di 19 anni, vive poco distante dal luogo dell'incidente, è stata raggiunta da una telefonata in tarda serata. Poi la corsa all'ospedale San Gerardo di Monza, dove l'ambulanza aveva portato il figlio, che è morto poco dopo.