ANDREA GIANNI
Cronaca

Anna Bellisario morta per shock anafilattico, la Procura: “Molteplici criticità nella produzione del tiramisù”

Milano, secondo gli accertamenti il mascarpone era presente nel dolce come ingrediente e non come “semplice" contaminante

Anna Bellisario, 20 anni, morta per choc anafilattico

Anna Bellisario, 20 anni, morta per choc anafilattico

Dalle indagini della Procura di Milano sulla Glg srl, la società che ha prodotto e confezionato il dolce consumato da Anna Bellisario, la 20enne morta il 5 febbraio 2023 per shock anafilattico dopo aver mangiato un tiramisù venduto come vegano, sono emerse "molteplici criticità in ordine alle procedure produttive, alla formazione del personale, nonché alla prevenzione, eliminazione e/o riduzione dei pericoli che hanno avuto un effetto causale nella determinazione dell’evento".  Indagini che, viene ripercorso in una nota firmata dal procuratore di Milano Marcello Viola, si sono svolte anche attraverso intercettazioni telefoniche, osservazioni, acquisizioni di testimonianze e l'interrogatorio di un dipendente.

"Le condotte negligenti accertate – spiega la Procura – hanno consentito la confusione tra ingredienti e preparati di origine animali (come il mascarpone) e ingredienti di origine vegetale". Il tiramisù veniva venduto come vegano, nonostante la "presenza di beta-lattoglobuline" nel prodotto. Elementi alla base dell'accusa di omicidio colposo in concorso contestata ai titolari della società indagati, mentre altre posizioni sono state stralciate dal fascicolo in vista di una richiesta di archiviazione. Dalle indagini coordinate dal pm Luca Gaglio "è emerso che il dessert parzialmente consumato dalla vittima" il 26 gennaio dell'anno scorso in un ristorante vegano a Milano "conteneva un’elevata quantità di proteine allergeniche del latte vaccino, in particolare caseine".

La morte di Anna Bellisario è dovuta quindi "all’erroneo utilizzo di mascarpone nella produzione della crema destinata al tiramisù vegano". La quantità di caseine riscontrata nel prodotto, infatti, indica che il mascarpone era presente nel preparato come ingrediente e non come “semplice" contaminante.