Alessia Pifferi, processo in tilt: la pm Stagnaro chiede di lasciare. Accusa spaccata sull’indagine contro le psicologhe

L’omicidio della piccola Diana a Milano, richiesta formale della magistrata al procuratore per divergenze con il collega Francesco De Tommasi

Rosaria Stagnaro e Francesco De Tommasi durante un'udienza del processo ad Alessia Pifferi

Rosaria Stagnaro e Francesco De Tommasi durante un'udienza del processo ad Alessia Pifferi

Milano – La pm Rosaria Stagnaro coassegnataria del fascicolo del processo su Alessia Pifferi, la mamma che ha lasciato morire di stenti la piccola Diana, ha chiesto formalmente al procuratore capo Marcello Viola di lasciare il processo in corso, prossima udienza fissata il 4 marzo, per mancanza di accordo con il collega pm Francesco De Tommasi che ha indagato le due psicologhe del carcere di San Vittore e l'avvocato Alessia Pontenani.

La rottura

La pm Rosaria Stagnaro era entrata nel pool dell'accusa trattandosi di un reato di competenza del quinto dipartimento, quello che tutela le fasce deboli. Stando a fonti della Procura, la pm non sarebbe stata informata dal collega De Tommasi della costola parallela che vede indagate le psicologhe e il difensore della Pifferi.

Cosa dice il Codice

Il codice prevede che in caso di disaccordo sulla linea il coassegnatario possa lasciare. La procedura però prevede che la pm faccia un passaggio dal procuratore capo Viola che dovrebbe rispondere entro domani mercoledì 31 gennaio.

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