Sant’Angelo Lodigiano fortino in difesa della famiglia di Giovanna Pedretti: “Andate via, lasciateci in pace”

Secchiate d’acqua verso i giornalisti: “Troppa pressione per la madre della vittima, una ottantacinquenne che deve gestire la perdita della figlia”

SANT’ANGELO LODIGIANO – “Stampa e tv rispettate la famiglia e non fatevi vedere più". Un lungo striscione è comparso, nella notte tra lunedì e martedì, in via XX Settembre a Sant’Angelo Lodigiano di fronte alla pizzeria e all’abitazione di Giovanna Pedretti, la ristoratrice di 59 anni trovata senza vita nella giornata di domenica in riva al Lambro a circa due chilometri dal cuore del borgo. In basso a destra una firma S.U., che in paese in molti pensano si possa ricondurre a “Sant’Angelo Ultras”.

Il clima nel centro da 13mila abitanti collocato lungo la provinciale che congiunge Lodi e Pavia anche ieri si è confermato molto teso, soprattutto nei confronti della stampa. Un secondo manifesto, più piccolo rispetto a quello posizionato nottetempo sulla cancellata del giardino pubblico di fronte al ristorante, e riportante sempre lo stesso slogan è stato affisso poi durante la mattinata ad una finestra di un palazzo che sorge di fianco al locale. Inoltre sotto la pizzeria alcuni amici della famiglia hanno urlato a più riprese contro i giornalisti ed a un certo punto è stata scagliata da una finestra una secchiata d’acqua che ha sfiorato una troupe.

Intanto la famiglia Pedretti ha nominato l’avvocato Simona Callegari del foro di Lodi come proprio difensore. "Figlia, marito e madre di Giovanna Pedretti si sentono sotto assedio, trovandosi ogni volta che escono di casa qualche cronista che li attende in strada per fare domande – ha dichiarato l’avvocata –. Stanno vivendo un enorme dolore, la loro richiesta alla stampa è di dare tregua, di rispettare la sofferenza di una famiglia, in attesa che dalle indagini arrivino elementi più solidi".

"La pressione della stampa in questo momento è troppa – ha poi specificato –, non solo per il marito e la figlia di Giovanna, ma anche per sua madre, donna di 85 anni che deve ora gestire la perdita della figlia. La famiglia adesso ha bisogno di tempo per ammortizzare il dolore nella sua intimità: serve tregua". L’avvocata Callegari, su come intende procedere dal vista legale nella tutela che le è stata affidata, ha ribadito che adesso è troppo presto per pensare a strategie. "Ora gli inquirenti faranno il loro lavoro – ha proseguito –, bisogna aspettare che escano più dati e informazioni, ora siamo agli inizi e anche far congetture ha poco senso".