Lodi: le imprese tengono, ma il rallentamento della domanda pesa sul Pil

Il report di Assolombarda: provincia terza per occupazione femminile. Record di ricavi per le 200 aziende più importanti, Lodi e Codogno sono i comuni in cui si fattura di più

Alessandro Spada, presidente di Assolombarda e l'assessore regionale allo sviluppo economico Guido Guidesi

Alessandro Spada, presidente di Assolombarda e l'assessore regionale allo sviluppo economico Guido Guidesi

Lodi, 4 dicembre 2023 – “Le imprese lodigiane tengono, anche se il rallentamento della domanda pesa sul prodotto interno lordo”. Lo ha comunicato Assolombarda, svelando anche dati sull’imprenditoria femminile locale. Il rallentamento della domanda nel 2023 influirà sul PIL del Lodigiano che chiude l’anno con un +0,9%, al pari della Lombardia.

Se si guarda ai comparti, l’industria è in calo dello -0,7%, le costruzioni dopo i rialzi degli anni precedenti flettono del -0,1%, mentre i servizi e il commercio trainano ancora con un +1,6%.

Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2023 è previsto un aumento del +1,4% in termini di occupazione, un dato che supera del + 4,5% quello del 2019.

Le aziende delle donne

Si registra un dato positivo, quello che riguarda le quote rosa: “Con un tasso di occupazione delle donne al 60,3% nel 2022 (in crescita dal 59,6% del 2021), la provincia di Lodi risulta la terza provincia lombarda per occupazione femminile, dopo Milano e Monza Brianza. Il 19,9% delle imprese è femminile, ossia posseduta o gestita prevalentemente da donne.
La percentuale è cresciuta leggermente negli ultimi anni (era 19,5% nel 2019) e risulta di poco superiore alla media lombarda (19,7%), ma è sensibilmente inferiore a quella nazionale (22,8%)”.

Cala la domanda ma la top 200 regge

La domanda, in generale, è debole e lo slancio è rallentato, ma le imprese lodigiane non mollano la presa. Nel 2022 Assolombarda segna record di ricavi per le 200 imprese che compongono la classifica Top200, pari a 12,8 miliardi. La Top200 è il risultato della ricerca realizzata dal Centro Studi Assolombarda, in collaborazione con PwC Italia e Banco BPM e giunta alla sesta edizione: si basa sull’elaborazione dei bilanci 2022 delle prime 200 realtà ordinate per fatturato e sulla survey su prospettive e rischi del quadro economico. La somma algebrica dei loro risultati di esercizio si attesta a 709 milioni di euro. “Le aziende in utile sono l’89,5% delle imprese, di poco sotto al 90%, massimo storico toccato nel 2018” precisa Assolombarda.

La classifica lodigiana

In cima alla classifica salgono a due le aziende sopra il miliardo di euro di fatturato: Zucchetti Group S.p.A. (Lodi), che raggiunge 1,9 miliardi di euro e Sasol Italy S.p.A. (Terranova dei Passerini), che sfiora 1,5 miliardi di euro. In terza posizione Sipcam Oxon S.p.A. (Lodi), quarta Gruppo Sodalis (Lodi Vecchio), quinta Gruppo Itelyum (Pieve Fissiraga), sesta Aperam Stainless Services & Solutions Italy S.r.l. (Massalengo), settima Inovyn Produzione Italia S.p.A. (Tavazzano con Villavesco), ottava MTA S.p.A. (Codogno), nona Ibsa Farmaceutici Italia S.r.l. (Lodi) e decima Enegreen S.p.A. (Codogno).
Di queste prime dieci aziende della TOP200, Zucchetti Group S.p.A. è l’unica ad operare nel settore dei servizi, mentre le altre nove sono realtà industriali e di queste, cinque sono del settore chimico. Si osserva che le prime 50 imprese compongono da sole l’80% del fatturato dell’intero ranking, di queste 39 appartengono all’industria, in particolare al chimico (12) e all’alimentare (11), entrambi settori di forte specializzazione del territorio. Le aziende della Top200 si concentrano in 43 comuni, sui 61 totali, della provincia di Lodi.

I comuni in cui si fattura di più

In particolare, quasi un terzo di esse (64) ha sede in soli due comuni: Lodi (39) e Codogno (25). In termini di fatturato, il comune di Lodi è il primo con 4,3 miliardi di euro (il 34% del fatturato complessivo della TOP200), segue Terranova dei Passerini con 1,5 miliardi (il 12%), Codogno con 968 milioni (il 7%), Lodi Vecchio con 846 milioni (il 7%) e Pieve Fissiraga con 806 milioni (il 6%). Questi cinque comuni rappresentano, così, quasi il 66% dei ricavi della Top200: 8,4 miliardi di euro sui 12,8 totali.
“I dati rivelano la grande forza delle imprese lodigiane che, insieme a quelle di Milano, Monza e Brianza e Pavia, costituiscono un tessuto imprenditoriale e manifatturiero che è un modello a livello internazionale”, ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada.
Se per l’FMI nel biennio 2021 - 2022 l’economia italiana è cresciuta più di quella mondiale nel suo complesso, di quella dell’Euro-area, nonché della media dei paesi avanzati, molto lo dobbiamo a questo modello vincente formato da tanti “leader globali specializzati” che hanno la performance nel loro DNA. Un patrimonio che va assolutamente valorizzato per sostenere la crescita. Un altro tema fondamentale per lo sviluppo è l’impresa al femminile: l’Istituto Europeo per la Parità di Genere stima che la promozione della parità potrebbe portare ad un aumento del PIL del 12% a livello continentale entro il 2050. È questa la strada da seguire per diventare sempre più competitivi”. C’è poca domanda, nel territorio, ma il sistema industriale è reattivo tanto che, rispetto a prima della pandemia, a fine 2023 registrerà un valore aggiunto maggiore del +6,2%, a differenza del -2,9% dell’industria lombarda.

Il settore manifatturiero

La produzione manifatturiera lodigiana, nel 2022, ha ampliato l’attività del +3,9%, superando i livelli antecedenti la pandemia del +9,3%, solo di poco al di sotto del +10,8% regionale. L’export ha raggiunto i 5,4 miliardi di euro, +39,6% rispetto al 2021, +50,5% rispetto al 2019, entrambe variazioni ben più alte della media regionale :+18,9% nei confronti del 2021 e +27,3% rispetto al 2019.
Il tasso di occupazione, secondo solo a Milano è sceso leggermente al 67,7% nel 2022, lo scorso anno era al 68%. In calo il tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 5,3% nel 2021 e il 5,1% nel 2022.
Nel 2023 la produzione manifatturiera ha segnato nel primo trimestre un +5,2% con un dato lombardo del +2,5% e nel secondo trimestre un +2,8%, più alto di quello lombardo che si attesta su un +0,5%. Anche quest’anno bene l’export con un nuovo record di 2,8 miliardi di export tra gennaio e giugno, con un incremento a valori correnti pari al +11,8% (+3,8% in Lombardia).
"In questi ultimi anni, nonostante le emergenze e le grandi complessità come il Covid, i conflitti internazionali e i rincari energetici, In termini di performance le imprese che compongono la Top200 si sono strutturate e rafforzate – ha affermato Fulvio Pandini, presidente della Sede di Lodi di Assolombarda – . Sia la soglia minima di fatturato della classifica sia la soglia massima sono difatti in forte crescita rispetto allo scorso anno. La tenuta delle imprese lodigiane è evidenziata anche dai dati raccolti dal Centro Studi di Assolombarda in cui ben oltre la metà prevede di chiudere il 2023 con un fatturato in crescita e, guardando al 2024, solo il 4% prevede una diminuzione”.
Per il 2024 lo sguardo è positivo: “Le prospettive per il lodigiano rimangono di segno positivo anche per il 2024, con una stima del PIL del +0,6%, nonostante le incertezze del panorama globale e il conseguente rallentamento della crescita. A sottolineare il dato positivo, il valore aggiunto dell’industria che torna ad aumentare del +1,5%, e dall’incremento dei servizi +0,8%, a fronte di un calo dell’agricoltura (-3,2%) e delle costruzioni (-4,7%). Le stime per l’occupazione provinciale sono di un’ulteriore espansione (+0,4%). 
Dall’analisi della survey condotta su un campione di 67 imprese dell’industria e dei servizi che compongono la Top200, emerge che il 64% delle imprese dichiara quest’anno un aumento del fatturato rispetto al 2022, il 13% si aspetta di chiudere in linea con lo scorso anno e il 22% si attende una diminuzione del fatturato. Sul fronte dei margini, il 40% delle aziende lodigiane prevede quest’anno un EBIT in crescita, un altro 42% stabile e solo il 18% in erosione”.
“Siamo davvero soddisfatti di essere a fianco di Assolombarda anche nell'edizione 2023 di Top200 Lodi che come di consueto ospitiamo nel nostro Auditorium. Si tratta di un appuntamento rilevante in cui approfondire la situazione e le prospettive dell'economia del nostro territorio” ha spiegato Antonio Luca Sallustio, Responsabile Direzione Territoriale Lodi, Lombardia Sud e Liguria di Banco BPM -. Del resto, il Lodigiano rappresenta da sempre un contesto socioeconomico molto importante per la nostra banca: qui abbiamo una quota di mercato relativa agli impieghi del 15% per i privati e del 33% per le imprese, in costante crescita negli ultimi anni. Proprio a Lodi, inoltre, ha sede una delle otto direzioni in cui è articolata la rete di Banco BPM, mentre qui sul territorio opera l'Area Affari Lodi che, con 35 filiali, un Centro Imprese e l’attività quotidiana di oltre 300 colleghi, costituisce il presidio bancario più”. Paola Arensi