Giovanna Pedretti, la ristoratrice suicida: telefonini sotto la lente, caccia a eventuali minacce

Il procuratore: purtroppo uno degli apparecchi che usava era danneggiato Si indaga sui tagli trovati sul corpo della donna. Ancora molti punti oscuri

Giovanna Pedretti

Giovanna Pedretti

Lodi – “È un caso particolare, c’è ancora molto da capire. Ancora ci sono dinamiche e scelte poco chiare". Il procuratore di Lodi, Maurizio Romanelli, spiega così i lavori in corso sul caso Giovanna Pedretti, la ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano trovata senza vita domenica 14 gennaio sulle rive del Lambro.

Gli inquirenti stanno ancora provando a ricostruire l’accaduto. "Sappiamo che si è procurata dei tagli sul corpo, tuttavia non si capisce perché questi tagli sono poco profondi. Venendo lei da una cucina, ovvero dalla sua pizzeria, poteva scegliere dei coltelli più importanti. Poi attraverso le tracce di sangue possiamo ricostruire il percorso seguito dalla donna, che dall’auto si è diretta verso il Lambro. Escludiamo che si sia gettata dal ponte lì vicino, perché sul corpo non c’erano segni di forte impatto. Poi, dopo che lei ha raggiunto il fiume, è stata portata dalla corrente, ma pochi metri".

La Procura di Lodi deve anche analizzare i due cellulari posseduti da Giovanna Pedretti, uno era con lei nel momento del ritrovamento del corpo "ma era molto bagnato" ribadisce il procuratore. "Adesso si sta cercando di capire se si riesce a estrapolare informazioni da quel telefonino, nonostante le condizioni. Sarebbe utile per capire se ha ricevuto messaggi, o minacce importanti. Per queste indagini comunque serve tempo".

Il fascicolo aperto per il caso è di istigazione al suicidio. Resta vivo invece a Sant’Angelo il ricordo dell’ultimo saluto a Giovanna Pedretti, avvenuto lunedì mattina nella basilica con una larghissima la partecipazione del paese. Molte le lacrime e la rabbia per la scomparsa della donna, trovata morta nel Lambro. Un dramma consumato nel giro di poche ore, dopo che venerdì 12 la ristoratrice era finita sulle principali testate nazionali, in seguito alla sua risposta a una recensione abilista e omofoba al suo ristorante (la pizzeria “Le Vignole“); risposta e recensione che lei aveva pubblicato su Facebook e Google giovedì 11. Successivamente, sabato 13, Giovanna è stata vittima di una tempesta di odio contro di lei, in seguito ai dubbi sorti sulla veridicità della recensione. Perplessità che per primi avevano sollevato la giornalista Selvaggia Lucarelli e il compagno e blogger Lorenzo Biagiarelli.