DANIELE DE SALVO
Cronaca

Il papà disperso nel lago. Le ricerche proseguono. La moglie: grazie degli sforzi

I sommozzatori perlustrano i fondali con il robot a 200 metri di profondità. Tanti falsi positivi: le sagome individuate non sono il corpo dell’uomo ma rottami.

I vigili del fuoco del Nucleo sommozzatori di Sardegna sono arrivati da Cagliari con Pegaso il loro Rov

I vigili del fuoco del Nucleo sommozzatori di Sardegna sono arrivati da Cagliari con Pegaso il loro Rov

Il corpo di Sergio è sepolto dall’acqua a 200 metri di profondità, adagiato sul fondale del lago di Como. Dove sia di preciso Sergio Corsano, il turista tedesco di 55 anni che lunedì è annegato per aiutare i due figli di 16 e 10 anni in difficoltà nelle acque al largo di Dorio, di preciso non si sa. Continuano a cercarlo senza sosta, di giorno e anche di notte, sotto la pioggia battente, i vigili del fuoco del Nucleo sommozzatori di Sardegna, arrivati apposta da Cagliari con Pegaso, il loro Rov, un robot sottomarino dotato di sonar, ecoscandagli, videocamere e termocamere e sistemi di posizionamento e localizzazione. Giovedì sono rientrati in porto dopo le 22, ieri mattina sono di nuovo salpati prima delle 8 e hanno proseguito la perlustrazione fino a sera inoltrata.

Ci vuole concentrazione, pazienza, capacità per guidare il sommergibile filoguidato: mappano le zone dove gli strumenti rilevano qualcosa, pilotano il Rov fino ai punti indicati, ispezionano e poi ricominciano, quadrante per quadrante, con delicatezza, per non sollevare i sedimenti che altrimenti accecherebbero gli occhi elettronici di Pegaso. Al momento tutti i target individuati si sono rivelati falsi positivi: bidoni di nafta, copertoni, pneumatici, rottami, gettati negli abissi chissà da chi e chissà quando, rifiuti di ogni sorta che, “illuminati“ dalle apparecchiature e stilizzati come un insieme di puntini colorati sullo schermo di bordo in superficie, sulla barca di appoggio, possono sembrare il corpo di un uomo, mentre non sono altro che spazzatura o carcasse di vecchi elettrodomestici. Dovrebbe comunque essere solo questione di tempo e di probabilità: a simili profondità non ci sono correnti che possano spostare il corpo di Sergio, la pressione è troppo forte affinché possa riemergere e, grazie al sistema Gps installato sulla barca da cui si è tuffato, si conoscono le coordinate indicative dove è annegato e quindi l’area da perlustrare. Fino a quando non le verrà restituito il marito, Nathalie, la moglie di 44 anni, resterà in Italia. "Ringrazio i vigili del fuoco e tutti i soccorritori, stanno facendo il possibile per restituirmi il mio Sergio", sono le sue parole per quanti stanno partecipando alla ricerche. I due figli invece probabilmente torneranno a Buhl, la loro città.