
Blitz a sorpresa degli investigatori della Dia nel cantiere olimpico della linea Lecco-Sondrio-Tirano. I controlli sono scattati ieri mattina, su...
Blitz a sorpresa degli investigatori della Dia nel cantiere olimpico della linea Lecco-Sondrio-Tirano. I controlli sono scattati ieri mattina, su ordine del prefetto Paolo Ponta, in accordo con il collega Paolo Canaparo a capo della Struttura di prevenzione antimafia del Viminale: un accesso ispettivo nell’ambito del piano di vigilanza sulle opere per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, per evitare possibili infiltrazioni da parte di affiliati a organizzazioni criminali, ‘ndrangheta soprattutto, o di prestanome.
Durante gli accertamenti sono stati identificati e controllati 32 operai e tecnici al lavoro: generalità, contratti, eventuali precedenti penali. Sotto la lente pure gli incartamenti e le visure relativi alle 6 diverse aziende per le quali operano, per accertarne titolarità, assetti societari, regolarità degli appalti, certificazioni e corrispondenze. Sono stati verificati anche i documenti di 11 mezzi operativi da cantiere per scavi e movimento terra.
Nel cantiere dell’infrastruttura olimpica, oltre agli investigatori della Direzione investigativa antimafia di Milano, si sono presentati agenti della polizia di Stato, carabinieri, militari della Finanza, funzionari dell’Ispettorato del lavoro e del Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche e dirigenti della prefettura che coordinano il Gia, il Gruppo interforze antimafia territoriale, gli stessi che valutano e istruiscono le interdittive antimafia.
"L’ispezione rientra nelle attività di vigilanza sui cantieri collegati all’appuntamento di Milano-Cortina 2026, con l’obiettivo di assicurare che le opere olimpiche vengano realizzate in un quadro di legalità, trasparenza e pieno rispetto delle regole di sicurezza e di tutela del lavoro", spiega il prefetto di Lecco.
Daniele De Salvo