Manuel Millefanti morto accoltellato, la madre: "Un bravo ragazzo finito in giri sbagliati"

Oltrona San Mamette, la vittima agonizzante aveva chiamato la mamma, che abita poco distante e ha cercato invano di salvarlo

Manuel Millefanti (a sinistra) e l'abitazione dove è stato trovato morto dalla madre
Manuel Millefanti (a sinistra) e l'abitazione dove è stato trovato morto dalla madre

«Era un bravo ragazzo, che si era fatto tirare dentro in cose che non andavano bene. Cosa volete che dica di diverso, sono una mamma con un figlio morto…". La madre di Manuel Millefanti ieri mattina raccontava con poche parole i minuti in cui è entrata a casa del figlio, poco dopo le 4, e lo ha trovato insanguinato e forse già senza vita. Ha chiamato i soccorsi, e il medico del 118, arrivato pochi minuti più tardi in via Mameli, ha cercato di rianimarlo davanti a lei, quando ormai non c’era più nulla da fare.

Morto forse per la perdita di sangue causata dalla ferita al torace, un fendente che lo ha raggiunto nella parte alta del pettorale sinistro. Non un punto vitale, ma sufficiente a causare una emorragia di sangue inarrestabile. Cosa abbia causato la sua morte, se quella lacerazione o la perdita o lo choc emorragico, è ancora presto per dirlo. Ma è certo che l’uomo non è morto subito, ed ha fatto in tempo a fare quella drammatica telefonata che ha consentito alla madre di cercare di salvarlo, e di scoprire subito l’aggressione. Per raggiungere casa del figlio, ha compiuto solo pochi passi, una manciata di metri che separa la villetta di via Marconi in cui vive con il marito, dalla casa praticamente identica occupata dal figlio, in cui l’uomo viveva da solo.

Padre di un bambino di una decina di anni, ma mai sposato, lavorava con il padre nella orditura artigianale di famiglia. Una famiglia stimata e nota a Oltrona, lavoratori, da sempre parte della collettività e del tessuto economico locale. Tre figli, Manuel e le due sorelle. Anche Manuel era conosciuto e apprezzato, considerato una persona di buon carattere, anche nei suoi momenti di sbandamento o incertezza, come traspare dai messaggi di dispiacere che ieri si sono moltiplicati sui social, da cui esce una fotografia immediata e non dovuta del legame che c’era con la vittima: amici, conoscenti, parenti che hanno raccolto decine di messaggi di condoglianze e di vicinanza. Una morte che, al termine della prima giornata di indagini, è ancora da comprendere, nella sua imprevedibilità. Rimane, intanto, il silenzio e il dolore dei familiari, dei genitori soprattutto, nella loro casa a pochi metri da quella in cui hanno perso un figlio.