Milano, 22 ottobre 2017 - E' stato il giorno del referendum sull'autonomia in Lombardia e VenetoLunga l'attesa per i risultati definitivi  a causa di alcune "criticità tecniche nella fase di riversamento dei dati". Al termine dello scrutunio delle 24.336 voting machine impiegate per la consultazione il numero finale dei votanti in Lombardia al referendum per l'autonomia è di 3 milioni e 22.101, pari al 38,33% degli aventi diritto. Ha vinto il sì con il 95,29% delle preferenze (2.875.438 voti). Il 3,95% ha scelto di votare "no" (119.051 elettori), 23.218 schede bianche (0,77%). Con il 47,37% di affluenza, la provincia di Bergamo si conferma in cima alla classifica dei votati nel referendum per l'autonomia della Lombardia. Stando ai dati definitivi, diffusi poco prima delle 20 da palazzo Lombardia, a seguire la provincia di Lecco con il (44,78%), e quella di Brescia (44,56%). Poi Sondrio (42,31%), Como (41,64%), Cremona (39,90)% Monza (39,52%) Varese (39,47%), Lodi (39,39%), Mantova (35,87%), Pavia (33,55%). Fanalino di coda Milano, città metropolitana, con il (31,31%).

In Veneto (dove era previsto il quorum) l'affluenza si è attestata attorno al 60%.  "Non faccio la competizione con Zaia - ha detto subito Maroni - non mi interessa la percentuale, sono contento che ci abbia superato, ora possiamo unire le forze per la battaglia del secolo". Maroni fa leva su quel 95% di consensi al Sì, e considera un successo anche l'affluenza attorno al 40%. Che, ha sottolineato, "è stata ampiamente superiore alle mie previsioni del 34%: qualcuno dirà che non basta? Non mi interessa. Non sono affatto deluso. Sono felice" (LE DICHIARAZIONI).

Questo perché il governatore già pensa alla fase successiva. Martedì l'avvio della discussione in Consiglio regionale. Poi la composizione di una delegazione trasversale da guidare a Roma, alla quale è invitato anche Giorgio Gori, del Pd. Infine la richiesta di trattare tutte le materie concorrenti e anche il residuo fiscale entro le elezioni Politiche. Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli Affari regionali ha affermato che visto "l'esito del referendum in Lombardia e Veneto si conferma l'importante richiesta di maggiore autonomia per le rispettive regioni. Il governo, come ha sempre dichiarato anche prima del voto di oggi, è pronto ad avviare una trattativa"I due referendum non sono vincolanti e non avranno effetti immediati, ma la vittoria del Sì dà il via libera alle due Regioni per chiedere di intraprendere il percorso istituzionale finalizzato a ottenere maggiori competenze dal Governo centrale (ECCO COSA SUCCEDE ORA). 

Referendum in Veneto e Lombardia: Zaia, Salvini e Maroni - AnsaCENTRODESTRA: "SEGNALE CHIARO". PD: "SCARSA AFFLUENZA" - Il dato sull'affluenza innesca una polemica a distanza tra centrodestra e centrosinistra.  L'affermazione dei sì fa esultare la Lega Nord e rinsaldare anche l'asse con Forza Italia. Così si rafforza l'idea di Silvio Berlusconi che un centrodestra unito possa avere chance di vittoria. Un percorso però da costruire vista la contrarietà di Giorgia Meloni alla consultazione popolare appena conclusa. Esulta anche il Movimento Cinque Stelle da sempre sostenitore della democrazia diretta. Sul piede di guerra invece il Partito Democratico. In Veneto infatti i Dem invitano Zaia a ricordare che il risultato è frutto anche del loro impegno mentre in Lombardia il Pd evidenzia la scarsa affluenza. 

Referendum indipendenza LombardiaIL DEBUTTO DEL VOTO ELETTRONICO - Il voto in Lombardia è stato anche segnato dal debutto del voto elettronico, che ha destato molta curiosità. La novità si è rivelata anche fonte di polemiche.  È rimasto deluso chi pensava che con il voto elettronico, si sarebbero avuti immediatamente i dati sul referendum per l'autonomia, a partire da quelli dell'affluenza. I dati definitivi delle 12 sono arrivati dopo le 17. Per la Regione è dipeso dalla comunicazione dei dati da parte dei Comuni. Per il segretario regionale del Pd, Alessandro Alfieri, "una situazione indecente, e non ci si può nascondere solo dietro la scusa della novità del voto elettronico, con tutto quello che è costato". Qualche problema con le macchine per votare (o meglio le voting machine) si è registrato ed era messo in conto. Nel seggio di Milano dove ha votato il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, ad esempio, un tablet era guasto ed è stato sostituito. Il governatore Maroni ha spiegato: "Grande soddisfazione per come siamo riusciti a gestire il voto elettronico, una novità assoluta, un sistema complesso. Abbiamo avuto criticità, non lo nascondo, dovute alla novità, ma la grande soddisfazione è che le criticità sono state risolte e il sistema ha funzionato, in piena sicurezza, i paventati attacchi hacker non ci sono stati. Il primo risultato storico, abbiamo sperimentato un sistema che potrà essere usato in futuro in Italia". In tarda nottata è scoppiata la protesta di alcuni scrutinatori : "Siamo bloccati all'interno delle scuole".

TUTTI I RISULTATI IN LOMBARDIA - Che vincesse il Sì era scontato. Meno ovvio invece era raggiungere l’obiettivo minimo di affluenza fissato dal governatore Roberto Maroni. Se quel traguardo è stato tagliato lo si deve soprattutto a Bergamo, Brescia, Lecco, Como e Sondrio. Sono state infatti queste cinque province a trascinare verso l’alto il dato dell’affluenza, frenato invece da tutte le altre, e soprattutto da Milano.

MILANO

BERGAMO

BRESCIA

COMO

CREMONA

LECCO

LODI

MANTOVA

MONZA

PAVIA

SONDRIO

VARESE

COMUNI AL VOTO PER LE FUSIONI - In 17 Comuni si è anche votato per i referendum consultivi di fusione e istituzione di un nuovo Municipio, con una popolazione complessiva di 27.397 abitanti. Chiamati al voto per la fusione i centri di Albiolo, Rodero, Valmorea (provincia di Como); Cernobbio, Moltrasio, Carate Urio (provincia di Como); San Fedele Intelvi, Casasco d’Intelvi, Castiglione d’Intelvi (provincia di Como); Introzzo, Tremenico, Vestreno (provincia di Lecco); Camairago, Cavacurta (provincia di Lodi) e Pieve di Coriano, Revere, Villa Poma (provincia di Mantova).