Milano, 23 ottobre 2017 - Numerose ore di ritardo per i risultati definitivi del referendum sull'autonomia in Lombardia. Al termine dello scrutunio delle 24.336 voting machine impiegate per la consultazione il numero finale dei votanti in Lombardia al referendum per l'autonomia è di 3 milioni e 22.101, pari al 38,33% degli aventi diritto. Ha vinto il sì con il 95,29% delle preferenze (2.875.438 voti). Il 3,95% ha scelto di votare "no" (119.051 elettori), 23.218 schede bianche (0,77%).

 AFFLUENZA E RISULTATI

Matteo SalviniMARONI E SALVINI "SODDISFATTI" - All'indomani del voto consultivo, parte la sfida dei due governatori leghisti Luca Zaia e Roberto Maroni. Forte dell'ampio consenso registrato (57,2% di affluenza e 98,1% 'si''), Zaia ha rilanciato e annunciato che il Veneto chiederà il riconoscimento dello statuto speciale (necessaria una modifica della Costituzione). Mentre Maroni ha corretto il dato diffuso domenica sera (affluenza al 38,4%, e non superiore al 40%, con 95,3% di 'si'') e ha assicurato di aver avuto garanzie da Paolo Gentiloni, sentito al telefono, sulla sua "disponibilita'" ad avviare la trattativa su "tutte le 23 materie" per le quali e' concesso alle Regioni, in base all'articolo 116 della Costituzione, di negoziare maggiore autonomia (LE DICHIARAZIONI).  Soddisfatto Matteo Salvini. "E' una vittoria del popolo", ha commentato il segretario leghista, "una lezione di democrazia a tutta Europa". "Abbiamo vinto sui poteri forti cinque a zero", ha detto, smentendo divisioni interne alla Lega. Poi ha criticato il "particolare silenzio" di Beppe Grillo e Matteo Renzi di questi giorni. E ha lanciato un monito agli alleati più scettici: "E' chiaro che nel programma" della futura coalizione di centrodestra il tema dell'autonomia "dovra' essere centrale: magari qualcuno non si e' accorto di che aria tira". Il riferimento indiretto sembra essere a Giorgia Meloni, la quale, infatti, non ha esultato per i referendum (LE DICHIARAZIONI).  Berlusconi, invece, si è detto "soddisfatto" dell'esito di consultazioni che "non vanno contro l'unita' nazionale". Molto critico il Pd.

Luca Zaia e Roberto MaroniI PROSSIMI PASSI - Incassato il voto, anche se con percentuali diverse, i due governatori del Carroccio hanno chiarito che hanno in programma di intraprendere strade diverse per ottenere maggiore autonomia. In Lombardia, dove nel pomeriggio di lunedì tiene ancora banco il 'giallo' sui dati a rilento, si opterà per una risoluzione da far approvare al Consiglio regionale in cui si chiede al governo (che ha 60 giorni per rispondere) di avviare la trattativa. Maroni chiamerà Zaia per "coordinarsi" e  si sentirà anche con il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che ha avviato una trattativa analoga col governo ma senza il passaggio referendario. Maroni ha anche riferito di aver chiamato ieri il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, suo probabile sfidante alle regionali, per rinnovargli l'invito a entrare nella squadra 'bipartisan' con cui vuole andare a trattare a Palazzo Chigi. L'invito e' esteso a tutti i sindaci lombardi del Pd e sara' fatto all'Anci. "Difficile" che entri il milanese Giuseppe Sala, che non ha fatto neanche il "piccolo sforzo" di votare al referendum, ha polemizzato Maroni.  

VOTO ELETTRONICO IN TILT - Il sito internet della Regione si è fermato in nottata all'avviso in cui si segnalavano "criticita' tecniche nella fase di riversamento dei dati delle voting machine". "La stima del dato finale sull'affluenza - si leggeva nell'avviso pubblicato alle 3 - oscilla tra il 38 e il 39 per cento" di cui "95,3 'si', 3,9% 'no', 0,8% schede bianche". I problemi, però, non sono stati registrati solo nella fase finale, l'intera giornata è stata caratterizzata da lungaggini nella diffusione dei dati sull'affluenza e dei dati, nonostante le tempistiche preventivate dalla societa' che ha gestito il voto elettronico. Solo alle 13, è arrivato finalmente il dato quasi definitivo dello spoglio lombardo.  "In Veneto un quarto d'ora dopo le 19 si conosceva l'affluenza in Lombardia il dato delle 12 e' arrivato tre ore dopo. E' una situazione indecente e non ci si puo' nascondere dietro la scusa delle novita' del voto elettronico", ha stigmatizzato il democratico Alfieri. Maroni ha ammesso delle "criticita'" nel voto ma espresso "grande soddisfazione" perche' tutto sommato "la macchina ha funzionato". Roberto Maroni ha spiegato: "Ha funzionato tutto, abbiamo avuto solo problemi con 300 chiavette, problemi tecnici, che stiamo risolvendo, di collimazione di dati" (LE DICHIARAZIONI).