Milano, 22 ottobre 2017 - E' stato il giorno del referendum sull'autonomia in Lombardia e Veneto. Secondo quanto riferito dal governatore Maroni in Lombardia l'affluenza si è attestata attorno al 40%mentre in Veneto (dove era previsto il quorum) attorno al 60%. Il 95% di chi ha votato ha scelto il sì. "Io non esulto, sono felice", ha commentato Maroni. Sono stati chiamati al voto 7.897.056 elettori lombardi per un totale di 1.523 Comuni, 3.263 edifici sede di voto e 9.224 sezioni elettorali. "Non faccio la competizione con Zaia - ha detto Maroni - non mi interessa la percentuale, sono contento che ci abbia superato, ora possiamo unire le forze per la battaglia del secolo". 

LE BASI - Entrambe le iniziative referendarie prendono le mosse dall'Articolo 116 della Costituzione, che dà la possibilità alle Regioni a statuto ordinario di vedersi attribuite £ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia" in alcune delle materie indicate nel successivo Articolo 117. 

IL QUESITO - In Lombardia la domanda era: "Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato?".

COSA SUCCEDE ORA - I due referendum non sono vincolanti e non avranno effetti immediati, ma la vittoria del Sì dà il via libera alle due Regioni per chiedere di intraprendere il percorso istituzionale finalizzato a ottenere maggiori competenze dal Governo centrale. La via dell'autonomia, come indica la Costituzione, dovrà passare prima da un'intesa tra lo Stato e la Regione interessata. Accordo che potrebbe poi sfociare in una proposta di legge, che infine dovrà essere approvata all'unanimità dai due rami del Parlamento. Le materie trasferibili alle Regioni sono 23: 3 di competenza esclusiva dello Stato (giustizia di pace, istruzione e tutela dell'ambiente e dei beni culturali) e 20 concorrenti (tra cui spiccano il coordinamento della finanza pubblica e tributario). I governatori leghisti Roberto Maroni e Luca Zaia hanno annunciato che chiederanno al Governo di aprire subito la trattativa, dopo un passaggio formale nei relativi Consigli regionali. Maroni ha detto che tratterà su tutte le materie, ma anche per ottenere maggiori risorse. Già martedì il Consiglio regionale Lombardo si riunirà per prendere atto dell'esito del voto e stabilire le mosse conseguenti.

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