
Andrea Russo prima tenta di salire su un motore, poi si lancia verso l’altro. Nessuno lo ferma
BERGAMO – Due minuti. Il tempo impiegato martedì mattina da Andrea Russo, 35enne di Calcinate, per uscire dalla sua Fiat 500 rossa (poi abbandonata nel parcheggio dell’aeroporto) e mettere in atto il suicidio choc sulla pista dello scalo di Orio al Serio. Gli ultimi, drammatici, istanti di vita in un video che dura 56 secondi. Le immagini lo riprendono mentre corre in pantaloncini, sneakers e maglietta verso l’Airbus della linea low cost Volotea diretto a Oviedo che aveva appena iniziato la procedura di decollo. Dietro, a parecchi metri di distanza, un uomo. Si ferma e porta le mani alle ginocchia. Ancora più indietro gli operatori in pettorina gialla e arancione. Le immagini ne immortalano almeno cinque: quello più vicino accenna una rincorsa, gli altri si limitano a osservare la scena da lontano. Non possono fare altro.
Il 35enne si lancia verso un motore ancora spento. Sembra quasi volersi arrampicare, picchia i pugni contro la fusoliera e rimbalza all’indietro come stordito. Si guarda attorno per un istante, si sistema i pantaloncini, aggira il carrello anteriore dell’aereo dove c’è un altro operatore: un agente di rampa che però indossa delle cuffie insonorizzanti per proteggere l’udito dai forti rumori. È vicino, ma sembra impegnato in altre operazioni, mentre a pochi metri di distanza è in atto la rincorsa mortale verso l’altro motore. Russo verrà risucchiato e morirà. La reazione degli operatori è disperata.
La Procura di Bergamo, che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, prosegue negli accertamenti. Sono state acquisite le immagini delle varie telecamere in servizio allo scalo che hanno ripreso da diverse angolazioni la corsa disperata del 35enne. Ora si tratta di mettere assieme tutte le tessere del mosaico per capire come il giovane abbia potuto raggiungere il velivolo.

Gli inquirenti stanno procedendo anche per chiarire se sia stato rispettato il protocollo o vi sia stata qualche falla. L’Enac ha fatto sapere che non sono emerse situazioni di difficoltà infrastrutturale. “Un evento tragico ma quello che è accaduto – ha spiegato il presidente Pierluigi Di Palma – rientra in un presidio infrastrutturale coerente con la normativa”. Accertamenti in corso sulla lista dei passeggeri imbarcati sull’Airbus. Uno scrupolo per verificare eventuali collegamenti con il 35enne e il motivo del suo drammatico gesto.
Sugli ultimi giorni di Andrea gli investigatori hanno raccolto qualche indicatore di disagio. “Sembrava turbato”, avrebbe confidato qualcuno vicino al giovane. Pare che avesse accennato alla figura del padre, morto anni fa. Da quanto risulta non era in cura per qualche disturbo psicologico. L’esame tossicologico chiarirà se il 35enne martedì mattina fosse sotto l’effetto di sostanze. Nell’auto, però, non è stato trovato nulla di simile. Solo sigarette e qualche integratore.