Il provveditore Fabio Molinari, l’associazione usata come bancomat e lo strano giro di stagisti: scandalo scuola a Sondrio

Provveditore, dirigenti, presidi e contrattisti: chiesti 38 rinvii a giudizio. "Incarichi pilotati e soldi in spese private". Bonifici in serie a un giovane bresciano. "Pressioni per la cattedra a un calciatore del Sondrio". Il caso dell’esame da privatista alla guardia svizzera

Fabio Molinari, 46 anni, originario di Lovere (Bergamo), ex provveditore di Sondrio
Fabio Molinari, 46 anni, originario di Lovere (Bergamo), ex provveditore di Sondrio

Prima i sussurri, le voci, quindi l’apertura di un fascicolo coi primi indagati e, a un certo punto, nell’ottobre 2022 la clamorosa svolta con la Guardia di Finanza di Sondrio che si presenta all’Ufficio scolastico territoriale per notificare al numero uno, Fabio Molinari, 46 anni, di Lovere, Bergamo, l’ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari firmato dal gip Antonio De Rosa, in preciso accoglimento alla richiesta della Procura diretta da Piero Basilone. È il terremoto nella scuola di Valtellina e Valchiavenna anche perché nell’inchiesta, che scuote il mondo delle cattedre, sono coinvolti anche diversi presidi che avrebbero avallato il “sistema Molinari”.

Ora, a indagine chiusa, i magistrati – nel frattempo il pm Giulia Alberti era subentrata alla collega Marialina Contaldo trasferita a Varese – hanno presentato al gup la richiesta di rinvio a giudizio, oltre che per il principale indagato Molinari (adesso totalmente libero), di altre 37 persone, di cui sei presidi (uno in provincia di Cremona e gli altri in Valtellina), un dirigente del Ministero dell’Istruzione, due dirigenti amministrativi, un docente distaccato all’Ust e 26 giovani stagisti e affidatari di incarichi esterni dagli istituti. Per gli indagati i magistrati chiedono al giudice Fabio Giorgi – che valuterà la richiesta nell’udienza il 13 giugno – di disporre il processo per reati contro la pubblica amministrazione (concussioni, induzioni indebite, peculati, turbative d’asta) e contro la fede pubblica (in prevalenza falsi), tutti legati a presunte ripetute ingerenze del dirigente dell’Ufficio scolastico nelle procedure di affidamento, ritenute illecite da chi ha indagato, di incarichi di docenza, tirocinio e borse di studio a diversi giovani, in scuole, e all’acquisto, con fondi pubblici, di beni per finalità personali o, comunque, estranee a quelle istituzionali.

E ci sarebbero state, inoltre, pressioni per ingaggiare come supplente un giocatore del Sondrio Calcio e per promuovere a un esame da privatista una guardia svizzera in servizio in Vaticano. Gli investigatori della Finanza nell’esaminare e-mail e Whatsapp rilevarono che Molinari, abusando della sua qualità di dirigente dell’Ust e dei poteri, ha indotto più soggetti, a cui affidò incarichi da esperti esterni, a versare parte dei compensi da loro ricevuti sul conto corrente bancario dell’associazione culturale “Repetita Iuvant” di cui è legale rappresentante e unico dominus della gestione e che gli sarebbe servita, tale associazione, per il pagamento delle proprie spese personali. Un esempio? Il dottor Molinari, stando all’indagine, avrebbe destinato un’ingente somma della sua associazione ad Alessandro, un giovane della provincia di Brescia, al quale avrebbe offerto soldi per pagare il compenso legato a determinate scommesse.

In sostanza, il dirigente avrebbe destinato quasi quotidianamente al ragazzo ricompense economiche al raggiungimento di un determinato peso corporeo e "finanziava le spese connesse alla sua alimentazione, dai 100 ai 200 euro quotidiani, in modo che quest’ultimo potesse arrivare, ad esempio, a ingerire più di 20 pizze al giorno". Tale denaro sarebbe stato corrisposto attraverso bonifici eseguiti, su richiesta del provveditore, da altri individui che poi venivano rimborsati attraverso bonifici effettuati dal conto corrente di “Repetita Iuvant” o per mezzo di compensi per incarichi affidati dalle scuole dei presidi compiacenti al “sistema Molinari”.