FULVIO D’ERI
Cronaca

A Morbegno apre l’ospedale di comunità: superato il problema del personale

Sarà una struttura di ricovero destinata a degenze brevi. Sono quindici i posti letto. Garantiti un’assistenza infermieristica h24 e il medico per quattro ore e mezza al giorno più reperibilità

Terza da destra con i collaboratori Monica Fumagalli direttore generale: "Morbegno è il primo ospedale di comunità che attiviamo sul territorio"

Terza da destra con i collaboratori Monica Fumagalli direttore generale: "Morbegno è il primo ospedale di comunità che attiviamo sul territorio"

Morbegno (Sondrio) – Lunedì a Morbegno aprirà l’ospedale di comunità, il primo nel territorio dell’Ats della Montagna. Tra un paio di giorni, infatti, sarà operativa la struttura sanitaria ubicata al secondo piano del padiglione Mattei-Vanoni del presidio di via Morelli: il personale sociosanitario accoglierà i primi degenti dopo che, in questi giorni, sono stati preparati e attrezzati le camere e gli spazi comuni. Quella morbegnese è una struttura sanitaria di ricovero destinata a degenze brevi, per pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica, per i quali vengono definiti percorsi di cura personalizzati e condivisi.

L’ospedale di comunità di Morbegno dispone di otto camere, sette doppie e una singola, tutte con bagno, per un totale di 15 posti letto. Sono garantiti un’assistenza infermieristica 24 ore su 24, sette giorni su sette, con il supporto degli operatori sociosanitari, e un’assistenza medica per quattro ore e mezza al giorno e pronta disponibilità nelle ore notturne, nei prefestivi e nei festivi. "L’ospedale di comunità di Morbegno è il primo che attiviamo sul territorio - sottolinea il direttore generale Monica Fumagalli -: un modello che rivelerà presto la sua importanza quale struttura intermedia tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero, in quanto fornisce un aiuto concreto ai pazienti e alle loro famiglie. Sin dal nostro insediamento, ci siamo impegnati per trovare una soluzione alla carenza di personale che ne impediva l’apertura: grazie a concorsi e avvisi siamo riusciti a reclutare i medici e gli infermieri completando l’organico e rendendo possibile l’attivazione del servizio".

I destinatari delle degenze di comunità sono prevalentemente pazienti fragili o cronici, provenienti dal domicilio o dimessi da una struttura ospedaliera. "L’ospedale di comunità - spiega il direttore sociosanitario Roberta Trapletti - è una struttura residenziale che per le sue caratteristiche va a potenziare la capacità di presa in carico territoriale, fornendo una risposta efficace ai bisogni emergenti legati all’invecchiamento della popolazione e agli stati di fragilità e di cronicità che ne derivano. L’offerta sanitaria territoriale si arricchisce andando a completare la filiera del supporto domiciliare, diurno e residenziale, già previsto in ambito sociosanitario, per accompagnare la risposta di rete all’evoluzione naturale del bisogno lungo il ciclo di vita della persona". L’équipe è composta da cinque medici, dagli infermieri e da operatori sociosanitari.