Roma, 12 febbraio 2021. Due nuovi ministeri chiave: la Transizione ecologica (ex Ambiente con però tutte le competenze in materia energetica), che va al fisico Roberto Cingolani, attuale Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo. E quello della Transizione digitale (ministero senza portafoglio), affidato al bresciano Vittorio Colao, l'uomo che già era stato scelto nell'aprile 2020 dal Governo Conte per guidare la task force della cosiddetta "Fase 2" per la ricostruzione. Sono le prime novità di peso del Governo Draghi, così come elaborato dall'ex capo della Bce, che ha sciolto la riserva e presentato al presidente Mattarella la lista co la proposta dei ministri del suo esecutivo. Daniele Franco, attuale dg di Bankitalia, sarà al vertice del Mef. L'ex presidente della Consulta Marta Cartabia, come era nelle previsioni, è il nuovo ministro della Giustizia. Per la Lega Giancarlo Giorgetti (grande sponsoro dell'appggio del Carroccio a Draghi) arriva alla guida del Ministero per lo Sviluppo economico, mentre il Pd avrà, con uno dei suoi uomini di punta, Andrea Orlando, il Lavoro e le Politiche sociali. 

Le conferme: Luciana Lamorgese resta al vertice del dicastero degli Interni, così come Luigi Di Maio continuerà a guidare gli Esteri dalla Farnesina in quota 5 Stelle. Confermati anche altri due  pentastellati: Fabiana Dadone però alle Poltiche giovanili (senza portafoglio) e Federico D'Incà ai Rapporti con il Parlamento.  Restano ai loro posti anche i Pd Lorenzo Guerini, confermato alla Difesa, e  Dario Franceschini alla Cultura (con il Turismo) come Roberto Speranza di Leu alla Salute. Stefano Patuanelli va alle Politiche Agricole. A Ernico Giovannini Infrastrutture e Trasporti. All'Istruzione Patrizio Bianchi. A Cristina Messa, ex rettore della Bicocca,  l'Università e Ricerca. 

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarà Roberto Garofoli.  Tra gli altri ministeri senza portafoglio, da segnalre il tris piazzato da Forza Italia con Renato Brunetta, Pubblica Amministrazione, Mariastella Gelmini ad Affari generali e Autonomie, Mara Carfagna al Sud e coesione territoriale. Torna  Elena Bonetti  (Italia Viva, una delle due ministre dimissionarie della crisi) ancora alle Pari Opportunità con la  Famiglia. Poi: Erika Stefani alle Disabilità, Massimo Garavaglia al Coordinamento di iniziative per il Turismo (preposto al ministero del Turismo). Domani il passaggio di consegne tra Giuseppe Conte e Mario Draghi e a mezzogiorno il primo Consiglio dei ministri.

LE MINISTRE

Sul fronte della parità di genere, il Governo non riesce a raggiungere il perfetto equilibrio. Sono 8 su 23, poco più di un terzo, le donne che vanno a comporre la squadra dell'esecutivo. Lamorgese e Cartabia tuttavia occupano due dicasteri di quelli pesanti negli equilibri del Governo, come sono gli Interni e la Giustizia. A loro però si aggiunge la sola professoressa Messa (Università) per quanto riguarda i ministeri con portafoglio, ovvero quelli che hanno una propria autonomia di spesa. Carfagna, Gelmini, Dadone, Stefani e Bonetti le  altre quote rosa del governo tecnico-politico.