
Conferimenti a rilento per i problemi della cantina
Broni (Pavia), 30 agosto 2025 – Un totale cambio di rotta. I dipendenti della cantina Terra d’Oltrepò hanno apprezzato l’approccio collaborativo che il commissario governativo Luigi Zingone ha avuto.
Lo hanno confessato ieri nel corso dell’assemblea che le organizzazioni sindacali hanno tenuto. “I lavoratori – ha detto Francesco Lerede di Fai-Cisl – sono consapevoli che potrebbero dover fare dei sacrifici. Ma, se dovranno essere chiesti, crediamo che il primo a doverli fare sia Umberto Callegari, ex ceo della coop e oggi unico dipendente di Scapa con un compenso elevato”. Al momento i 65 lavoratori si sono messi a disposizione finendo le ferie e autolimitandosi nel lavoro perché la paura di non ricevere nuovamente i pagamenti delle uve come accaduto l’anno scorso e ora anche il maltempo stanno limitando i conferimenti.
“Il commissario ha chiesto la collaborazione di tutti i soci – ha aggiunto Lerede – e crediamo che i soci collaboreranno. Nel frattempo, visto il clima più disteso, crediamo che i tempi siano maturi per avviare un processo che porti ad avere una Rsu in modo da dare al commissario un sostegno o qualcuno con cui confrontarsi”. Anche la Uila Uil si schiera ovviamente dalla parte dei lavoratori: “Come sindacato ribadiamo la necessità di tutelare le lavoratrici e i lavoratori, garantendo piena trasparenza, continuità occupazionale e un ruolo attivo delle rappresentanze sindacali nel processo di rilancio sia per i lavoratori diretti che per i soci conferitori”.
Rilancio è la parola che ricorre più spesso sia sulla bocca del commissario Zingone sia su quella di tutti gli operatori. “Dalle indiscrezioni che ci sono arrivate – ha proseguito Francesco Lerede – i soci sono molto interessati a prenotare i conferimenti. Sembra che il clima sia cambiato. In due anni i soci hanno rimesso tutto quello che avevano. Qualcuno è stato anche allontanato e multato. È una contraddizione. Una cooperativa si fonda sui suoi soci. E ora la spina dorsale di Terre d’Oltrepò vuole riappropriarsi della propria azienda, che fino a poco tempo fa non sentiva più appartenerle”.
Di conti e di nuovi investitori i sindacati non hanno ancora parlato con il commissario governativo. “Abbiamo avuto l’impressione d’avere a che fare con una persona con i piedi per terra – ha detto ancora la Fai Cisl – e molto competente. Ha detto che, per risolvere la situazione ha bisogno della collaborazione di tutti e tutti siamo pronti ad aiutarlo”. Presto sarà nominato anche un amministratore unico per Terre d’Oltrepò spa. “Sarà il nostro interlocutore – ha sottolineato Francesco Lerede – perché tutti i lavoratori sono stati passati alle dipendenze dalle spa per attrarre capitali che avrebbero dovuto sistemare i conti di Terre d’Oltrepò. Riteniamo sbagliato questo passaggio formale, ma è stato compiuto”.
“Il commissario – ha evidenziato Massimo Maragon, funzionario Uila Uil Pavia – ha annunciato di aver individuato alcune partnership territoriali per sostenere l’operatività degli impianti, e di essere disponibile all’acquisto di uve in un’ottica strategica, per garantire i volumi minimi necessari alla continuità produttiva”. Di prezzi e di nomi, però, ancora non si parla.