
L’assessore regionale Alessandro Beduschi è intervenuto sul futuro della cooperativa vitivinicola
"La cantina Terre d’Oltrepò può e deve uscire da una fase critica, trasformandosi in volano per il rilancio di tutto il comparto vitivinicolo del territorio. Regione Lombardia ha messo in campo strumenti e interlocuzioni concrete, ora serve una risposta unitaria da parte dei soci e degli attori locali". Lo ha detto l’assessore all’agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi, intervenendo ieri a Casteggio all’incontro sul futuro della cooperativa vitivinicola pavese. "Il nostro auspicio – ha spiegato – è che la cantina mantenga la propria integrità, superando le difficoltà aggravate, lo scorso anno, anche dalla peronospora. Ma per riuscirci servono passi chiari: mantenere unita la base sociale, garantire i conferimenti e assicurare una remunerazione equa ai produttori".
Come comunicato dalla governance di Terre d’Oltrepò "da mesi con Regione Lombardia sono state condivise le criticità legate alla continuità aziendale della cooperativa, richiedendo l’apertura di un tavolo tecnico con le parti coinvolte". E l’assessore Beduschi ha ricordato nell’incontro pubblico d’aver individuato il fondo Avm come potenziale investitore, che nei prossimi giorni avvierà la due diligence sul progetto di rilancio; di aver chiesto a Fondosviluppo–Confcooperative di rimanere socio sovventore, come garanzia istituzionale del valore cooperativo; il coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole per la selezione di una nuova governance rappresentativa del territorio; la disponibilità del direttore generale dell’assessorato all’agricoltura di Regione Lombardia di partecipare, almeno nella fase iniziale, alla nuova governance; di aver avviato interlocuzioni per coinvolgere nuovi investitori istituzionali e per garantire liquidità alla cantina e la possibilità di un prestito ponte a sostegno della prossima vendemmia, con anticipo ai conferenti 2025. "Non promettiamo miracoli – ha aggiunto Beduschi – ma confermiamo di aver scelto la strada di un progetto serio e sostenibile. Chi oggi non risponde a questo appello si assume la responsabilità di rinunciare a una visione strategica per il futuro di tutto l’Oltrepò. Una cantina sociale forte è un valore per tutta la filiera, anche per chi non ne è socio. Le scelte dei soci saranno rispettate, ma dovranno essere trasparenti, responsabili e orientate al bene del territorio, senza strumentalizzazioni o opportunismi".
Manuela Marziani