Omicidio di Mede, ecco perchè Claudio Doha è stato accoltellato

Resta in carcere solo Flavius Micu, 33 anni, che avrebbe inferto l’unica coltellata alla vittima, morta in pochi attimi. Gli altri romeni sotto accusa si trovano uno ai domiciliari e due in libertà

Omicidio Mede

Omicidio Mede

Uno in carcere, un secondo agli arresti domiciliari e altrettanti in libertà. È la decisione del gip di Pavia Pasquale Villani in ordine ai quattro indiziati romeni dell’omicidio del connazionale Claudio Doha, nella tarda serata di martedì in via Fratelli Magnani. Dopo l’interrogatorio di garanzia di venerdì il giudice si era riservato la decisione, che ha comunicato ieri mattina accogliendo le richieste dell’avvocato dei quattro, l’avvocato Fabio Santopietro di Vigevano, che aveva chiesto per tutti misure cautelari meno restrittive rispetto a quella detentiva.

L’unico a restare in carcere a Pavia è Flavius Micu, 33 anni, che avrebbe materialmente vibrato l’unica coltellata alla schiena della vittima, morta in pochi attimi. Un’azione, ha riferito al giudice, giunta al termine di un violento alterco tra i quattro e Doha, con quest’ultimo che aveva minacciato sua moglie. Per Cosmin Radu, 43 anni, il giudice ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari mentre Paul Reznives, 40 anni, e Sorin Vinlea, 31, sono stati rimessi in libertà.

Le indagini sull’omicidio, di cui si stanno occupando i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pavia con i colleghi della Compagnia di Voghera, competenti per territorio, non sono comunque terminate. Resta da accertare, tra le altre cose, quali siano le ragioni che hanno generato lo scontro tra i cinque romeni, anche per capire se effettivamente la dinamica dell’omicidio sia stata quella riferita.

Il corpo senza vita di Claudio Doha è stato ritrovato in strada mezz’ora dopo la mezzanotte tra martedì e mercoledì, il coltello ancora piantato nella schiena. I soccorsi, che erano stati tempestivi, non erano serviti a nulla: quando il personale medico del 118 era giunto sul posto, il trentatreenne romeno aveva già cessato di vivere. I carabinieri nel corso degli accertamenti disposti nell’imminenza del ritrovamento avevano effettuato rilievi anche nella casa di Micu, poco distante, ipotizzando che l’aggressione fosse iniziata sulla porta e poi proseguita in strada. Tutti aspetti che dovranno essere chiariti dalle indagini in corso.