Omicidio di Mede, la vittima è Claudio Doha: l’esecuzione nella notte e il coltello nella schiena

Un gruppo di persone in caserma ma nessun fermo. Il 33enne, origini sinti, trovato vicino alla stazione: zero testimoni. Rilievi in un appartamento della zona

La polizia mortuaria rimuove il corpo del 33enne ucciso con una coltellata

La polizia mortuaria rimuove il corpo del 33enne ucciso con una coltellata

Come un’esecuzione. È la spietata fine di un uomo di 33 anni, Claudio Doha, cittadino romeno, origini sinti, ammazzato nella notte di martedì non lontano dalla stazione ferroviaria di Mede, in Lomellina. Qualcuno lo ha colpito alle spalle con un grosso coltello, lasciandolo a terra. Quando è stato ritrovato, qualche minuto dopo la mezzanotte e mezza, non c’era più speranza. E nella sua schiena era ancora conficcata la lama che lo ha ucciso.

Su quello che è successo però non ci sono che ipotesi. Nessuno sembra avere visto nulla, in una gelida serata di bruma. Una discussione degenerata nel modo peggiore o qualcosa di più, forse un gesto intenzionale, avvalorato da quel fendente profondo, inferto alle spalle, quando la vittima non aveva modo di difendersi. Interrogativi al quali risponderanno soltanto le indagini in corso e delle quali si stanno occupando i carabinieri della Compagnia di Voghera che ha giurisdizione su quella porzione della provincia di Pavia.

Nel corso della giornata i militari hanno condotto in caserma almeno quattro persone le cui posizioni sono al vaglio in queste ore. Nessun provvedimento, a quanto si apprende, è stato assunto a loro carico, almeno sinora. Ma non è escluso che nelle prossime ore la nebbia che si addensa attorno questo caso possa iniziare a diradarsi lasciando intravedere almeno i contorni della vicenda.

Per il momento, è la diretta conseguenza, non ci sono certezze nemmeno su quale possa essere il movente.  La scena del crimine è stata, ma anche su questo le certezze mancano, via Fratelli Magnani, che si trova a poca distanza dallo scalo ferroviario cittadino. Una strada di villette e di scarso passaggio. I rilievi svolti nella giornata di ieri mirano tra l’altro a stabilire la possibilità che l’accoltellamento fatale possa essere avvenuto altrove, fatto che però aprirebbe una serie di interrogativi sulla ragione dell’abbandono del corpo proprio in quel punto.

I carabinieri avrebbero effettuato anche accertamenti in un appartamento della zona, forse alla ricerca di tracce di una possibile aggressione. Il cadavere di Claudio Doha è stato rinvenuto una mezz’ora abbondante dopo la mezzanotte: l’arrivo dei soccorsi è stato purtroppo inutile. Il coltello piantato nella schiena sembra confermare l’ipotesi che chi lo ha colpito lo abbia fatto a tradimento: di certo la vittima non era in allarme, anzi probabilmente si fidava dell’assassino, a tal punto da dargli le spalle. Un errore mortale.

È probabile dunque che gli investigatori abbiano iniziato le indagini nella cerchia della persone che l’uomo frequentava; forse da lì potrebbero arrivare indicazioni utili per smascherare l’assassino e capire le ragioni che lo hanno spinto a colpire. I riscontri investigativi hanno invece escluso il coinvolgimento nella vicenda di una donna di 56 anni che è stata soccorsa più o meno alla stessa ora e nella medesima zona e che in un primo momento si era pensato potesse avere avuto un ruolo nell’accaduto.