Maiali abbattuti al rifugio Cuori liberi di Sairano, gli animalisti denunciano i veterinari

L'accusa mossa dalla Rete dei santuari è di uccisione di animali non necessaria

Pavia, 22 dicembre 2023 – Uccisione di animali non necessaria: con questa accusa l’associazione Vita da cani con la Rete dei santuari di animali liberi nei giorni scorsi ha denunciato i veterinari e coloro che vengono definiti i mandanti della strage di animali nel rifugio Cuori liberi di Sairano, una frazione di Zinasco.

I fatti sono quelli accaduti il 20 settembre, quando la polizia in tenuta anti sommossa ha fatto irruzione con la forza nel rifugio, consentendo ai veterinari di abbattere i maiali venuti a contatto con il virus della peste suina e manganellando gli attivisti che tentavano di difendere gli animali.

Uno dei maiali trascinato nel rifugio
Uno dei maiali trascinato nel rifugio

“Riteniamo che si sarebbe potuto e dovuto agire diversamente – dice Sara D'Angelo portavoce della Rete dei santuari e presidente di Vita da cani -: i suini erano in buona salute, confinati all'interno della struttura con tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa e non vi sarebbero mai usciti perché non destinabili per il consumo alimentare umano". Oltre ai veterinari presenti quel giorno, sulle denunce depositate sabato scorso compaiono i nomi della direttrice del dipartimento veterinario Ats Pavia, che ha firmato l'abbattimento, di un dirigente veterinario della Regione Lombardia e del commissario straordinario per la peste suina Vincenzo Caputo.

“Querelati non sono solo gli esecutori materiali ma anche coloro che riteniamo i mandanti e che a oggi occupano le cariche più importanti nella dirigenza veterinaria della Regione Lombardia e per quanto riguarda la gestione della peste suina africana – aggiunge Sara D’Angelo che è co-querelante insieme alla proprietaria del rifugio -. Ci sentiamo Davide di fronte al gigante Golia, sappiamo che il nostro avversario è molto più grande di noi e temiamo ritorsioni se dovessero verificarsi altri focolai come quello di Sairano. Tuttavia non potevamo esimerci da una battaglia giusta, e la storia ci darà ragione, che sostiene i diritti della categoria più sfruttata e violentata della terra: gli animali. Combattiamo perché siano al sicuro e intoccabili almeno nei rifugi e perché sia riconosciuta loro dignità pari a quella umana”.

Nel merito della vicenda il 25 gennaio si esprimerà anche il Tar del Lombardia. “Abbiamo ritenuto un nostro preciso dovere querelare i colpevoli del massacro affinché quello che è avvenuto non resti senza conseguenze per chi ha offeso” conclude D’Angelo