Bufera in Asm Pavia: il timone dell’azienda passa all’It manager. Convocherà l’assemblea dei soci

Ettore Campari, gestore delle tecnologie informatiche, firmerà gli atti perché la multiutility funzioni. Dopo averlo scelto, il Cda ha dato le dimissioni

Pavia – Sarà l’It manager di Asm Ettore Campari – il gestore delle tecnologie informatiche – a prendere in mano il timone dell’azienda in questo momento di bufera. Lo ha deciso ieri il Cda, revocato l’altro giorno per decisione del Comitato di controllo analogo ma rimasto in carica per l’ordinaria amministrazione. Dopo l’arresto del presidente Manuel Elleboro e l’iscrizione nel registro degli indagati di Elisabetta Fedegari, l’unico a non avere provvedimenti giudiziari a proprio carico è Pietro Ramponi.

Ma dopo aver scelto Campari, tutto il Consiglio di amministrazione ha dato le dimissioni. "A me preme che non si blocchi l’attività dell’azienda – ha detto il sindaco Fabrizio Fracassi – perché ci lavorano più di 200 persone". 

Il primo impegno di Campari ora sarà la convocazione dell’assemblea dei soci che, non dovendo più ratificare la revoca del Cda che non esiste più, dovrà pensare a nuovi vertici per via Donegani. E la scelta non potrà avvenire a breve. "Nel frattempo c’è una persona che potrà firmare gli atti – ha aggiunto il primo cittadino – Poi cercheremo di arrivare nel più breve tempo possibile a un nuovo Cda per non bloccare l’azienda".

Hanno preoccupazioni ancora più grandi i genitori dei bambini che frequentavano la scuola primaria di San Genesio, posta sotto sequestro dopo alcune affermazioni captate dagli inquirenti che hanno ascoltato le conversazioni di progettisti e costruttori. Poco rassicuranti le parole usate, tanto che mercoledì sera i genitori si sono ritrovati davanti all’edificio per chiedere verifiche anche sulla scuola materna ospitata nello stesso stabile. In poco più di un’ora sono state 177 le firme raccolte per chiedere un Consiglio comunale aperto e avere chiarimenti sui lavori di messa in sicurezza che si stavano ultimando.

Chiedono invece di soprassedere all’approvazione della variante al Piano di governo del territorio di Pavia i comitati che si sono spontaneamente costituiti. "L’indagine della Procura denominata Clean descrive un intreccio di interessi personali che, colonizzando le istituzioni, ha distolto l’azione politica e amministrativa dalla finalità di perseguire il bene della collettività – sostengono in una comunicazione inviata al presidente del Consiglio comunale Nicola Niutta – Dagli accertamenti della magistratura risultano evidenti le responsabilità politiche, riteniamo inopportuno che venga approvata la variante".